Rodolphe Wytsman (1860-1927)

Rodolphe Wytsman (1860-1927)

Les champs d'or,soir en Brabant

Olio su tela cm 119,5 x 100,5


Certificato di autenticità.(su richiesta) Rodolphe Paul Wytsman (1860-1927) «Les champs d'or, soir en Brabant)” Olio su tela cm 119,5 x 100,5 Firmato in basso a sinistra: R.Wytsman Rodolphe Paul Wytsman, pittore, pastellista, disegnatore, acquarellista e acquafortista nacque a Termonde (Fiandre Orientali) l’11 marzo 1860 e morì a Linkebeek (Brabante Fiammingo) il 2 novembre 1927. Fu allievo di Jean Capeinick, di Th.Caneel e di J.De Keghel presso l’Accademia di Belle Arti di Gand (1873-75) poi studiò con J.Portaels , J.Stallaert e J.Van Severdonck presso l’Accademia reale di belle arti di Bruxelles, dove entrò in contatto con il circolo L’Essor frequentato da Henri Permeke, James Ensor e molti altri artisti.

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Albert Pinot (1875-1962)

Albert Pinot (1875-1962)

Paesaggio fluviale animato

Olio su tela cm 65 x 50


Certificato di autenticità. Albert Pinot (Saint Gilles 1875-Ixelles 1962) «Paesaggio fluviale animato» olio su tela (cm 65 x 50) Firmato in basso a destra: a Pinot Pittore postimpressionista ed acquarellista di paesaggi, marine, nature morte , interni e ritratti, nacque a Saint Gilles (Bruxelles) il primo maggio 1875 e morì a Ixelles l'11 marzo 1962. Allievo dell'Accademia di Bruxelles (1890-99) sotto la direzione di J.Stallaert. Partecipò a diverse esposizioni nazionali ed internazionali, tra cui il Salon di Bruxelles dove espose le seguenti opere: Salon di Bruxelles del 1900: Faust e Ritratto di Alfred Bastien. Salon di Bruxelles del 1903: Ritratto e Fiori. Salon di Gand del 1906: La Grande sposa e Giovane ragazza in blu. Salon di Bruxelles del 1907: L'Anello, Il Samovar e Fiori. Salon di Bruxelles del 1914: Lily. (cfr.lista in allegato) Nel 1907 Pinot presentò alla “Société Nationale des Beaux Arts” di Parigi “La jeune fille en bleu” che riscosse un grande successo di pubblico. Nel 1913, la regina Elisabetta chiese ad Albert Pinot di realizzare il ritratto del principe Carlo: una figura a grandezza naturale, che fu esposta l’anno seguente al “Salon du printemps”, allestito nel grande salone del Cinquantenario. Ma già dal 1912 i pittori del movimento “Sillon” si erano imposti nel bel mondo di Bruxelles — Albert Pinot in testa — sulle pareti dell’esposizione inaugurale di una nuova sede di prestigio: la galleria Georges Giroux, al numero 26 di rue Royale, Bruxelles. (Le Sillon fu un circolo di artisti di Bruxelles attivo tra il 1893 e il 1910 con l’intento di contrastare i linguaggi modernisti come simbolismo e neo-impressionismo, proponendo invece una pittura radicata nella tradizione realista e naturalista fiamminga .) Nel suo libro “Figures et Souvenirs d'une Belle époque” (La Renaissance du Livre), J.-F. Elslander, che visse l’avventura della galleria Giroux, luogo d’elezione dell’avanguardia all’inizio del secolo, racconta che i suoi amici del «Sillon» erano diventati amici della famiglia Giroux: «Certamente , precisa ,non erano dei rivoluzionari, e il movimento che inquietava i loro colleghi francesi non li aveva raggiunti. Anzi, professavano apertamente il ritorno alle antiche scuole, fino a Velázquez. Ma erano artisti di talento. Portavano nel loro ambiente discorsi e modi di fare così gioiosi e liberi che la famiglia Giroux non seppe resistere al loro fascino». Il 16 marzo 1912 la galleria Giroux fu inaugurata alla presenza di tutto il bel mondo di Bruxelles. Tra gli espositori figuravano francesi e belgi: Lucien Simon, Vuillard, Bonnard, Roussel, Bastien, Hens, Pinot, Wagemans, Haustrate, Smeers, Jefferys, Paerels, Oleffe, Swyncop, Baeseleer, Hageman, Schirren, Michaux, Delaunois, Navez, Tytgat, Kemmerick, Thevenet, Ramah e Rik Wouters, un nuovo arrivato. Elslander osserva che, all’epoca, artisti come Marcel Jefferys e Albert Pinot «concedevano solo con grande difficoltà a nuovi aspiranti il favore di acquistare una loro opera». Belle époque, senza dubbio! Nella primavera del 1914 Albert Pinot si recò in Medio Oriente soggiornando in particolare a Costantinopoli e a Smirne. L’artista riportò con sé numerosi disegni e schizzi, dai quali trarrà ispirazione più tardi per la decorazione del salone di un grande palazzo privato, a Bruxelles. Al suo ritorno in Belgio, Albert Pinot ritrovò un paese sconvolto. Durante la Grande Guerra lavorò molto nel suo atelier di rue Royale, vi riceveva spesso il marchese di Villalobar, ambasciatore di Spagna, e il signor Brand Whitlock, rappresentante degli Stati Uniti, entrambi grandi amatori d’arte. Nel 1919, Albert Pinot decise di aprire uno studio a Parigi, per nutrire nuovamente d’aria e di luce dell’Île-de-France le sue radici francesi. Scoprì, rue de Lille, in un antico palazzo del XVII secolo, un affascinante ambiente dall’ atmosfera antiquata dove riceveva i pittori Marcel Jefferys e Pierre Thevenet, anch’essi attivi a Parigi. Furono degli anni ferventi di lavoro e di amicizia . Albert Pinot esponeva allora al museo Galliera e sulle pareti della “Société nationale des Beaux-Arts”: fu lì che, nel 1920, la sua grande figura, «Lily», riscosse un successo unanime; venne riprodotta in numerosi giornali dell’epoca, in Francia e all’estero. Il pittore non dimenticava tuttavia il Belgio; vi tenne numerose esposizioni alla galleria Isy Brachot, al “Cercle Artistique et Littéraire” e alla galleria Van Loo. Nel 1925, dopo essere stata esposta al “Cercle artistique et littéraire” di Bruxelles, il governo belga acquistò la sua tela intitolata Mimosa, raffigurante una giovane ragazza. Tornò definitivamente a Bruxelles nel 1934, ma continuò comunque a trascorrere lunghi periodi a Parigi, ad Auvers e a Vétheuil, nel cuore di quell’Île-de-France dove la dolcezza del cielo e la pienezza della natura lo appagavano. Ebbe, in particolare, per tutta la vita, un compagno di strada fedele e autentico: Alfred Bastien, che condivise le sue scelte estetiche e il suo ardore nel difenderle attraverso il solo talento. Membro fondatore del movimento "Le Sillon”(1893) Presidente della "Société Royale Belge des Aquarellistes" dal 1944 Ufficiale dell'Ordine della Corona; Cavaliere dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) Descrizione: Paesaggista per eccellenza, il dipinto qui presentato risale al periodo durante il quale Pinot espresse il meglio di sè raffigurando, con un sentimento squisitamente impressionista, le rive della Senna e dell’Oise. Il quadro si distingue per una straordinaria capacità evocativa della luce, che avvolge il paesaggio in una luminosità morbida, diffusa, quasi sospesa, capace di trasmettere una sensazione di quiete profonda e di intimità con la natura. Pinot descrive gli alberi, il loro riflesso nell’acqua e il cielo , attraverso delle macchie di colore dense e generose che lasciano intravedere la tela grezza. Questa particolare tecnica pittorica permette a Pinot di assegnare alla scena quella vibrazione luminosa in grado di cogliere l’istante fuggente. Ne risulta una veduta non descrittiva ma evocativa che dimostra la grande sensibilità dell’artista nel rappresentare la natura restituendo l’emozione provata di fronte alla sua bellezza. Accoglienza critica Nel febbraio del 1908, Paul Cauchie e Albert Pinot beneficiarono di un'esposizione congiunta al “Cercle artistique” di Bruxelles. Lo scrittore Sander Pierron scrisse: «Albert Pinot tratta il paesaggio, preferibilmente le spiagge e i fiumi. La sua tavolozza, talvolta un po' acida, è caratterizzata da un'armonia estremamente sfumata, la cui policromia fine e fluida eccelle nel lasciare agli oggetti la loro rispettiva sostanza. La pennellata è al tempo stesso spirituale e morbida; prevalgono i grigi e gli azzurri teneri e pallidi, i cui accordi raffinati sottolineano la delicatezza degli spettacoli interpretati e compresi da un pittore capace di commuoversi. In effetti, Albert Pinot possiede una delicata sensibilità d'animo; se sa cogliere la macchia nell'insieme così come l'insieme nell'azzurro scrigno dell'estensione assolata, sa anche percepire il fascino della natura, l'espressione intima insieme a quella apparente. Ciò è evidente nella Senna a Neuilly, tranquilla e poetica come un Corot; Quanto al disegnatore che è Albert Pinot, disegnatore fermo, potente, nervoso e al tempo stesso calmo, bisogna giudicarlo dai suoi piccoli schizzi di donne realizzati a carboncino Conté e leggermente arricchiti con acquerello. Di esecuzione meno energica sono i disegni a sanguigna, ma risultano più delicati, più avvolgenti; e soprattutto la grande testa di donna, dalle forme addolcite, dagli occhi sognanti e riflessivi, emana una malinconia sottile e penetrante.» Il poeta Charles Bernard scrisse: Oui, l'art d'un Pinot s'inscrit sous le signe de la grâce. La grâce plus belle encore que la beauté.Mais cette grâce n'a rien de mièvre, elle révèle au contraire, une force, une robustesse, une santé sans laquelle, elle n'aurait que peu de séduction. Et l'œuvre de Pinot séduit infiniment. La Nation Belge, 1948 Eccellente colorista dalla tavolozza luminosa, dal tocco leggero e dallo stile riconoscibile e raffinato. Dissero di lui: "Le plus français parmi les peintres belges" Bibliografia : Paul Caso “Albert Pinot” Les Editeurs d’Art Associés Serge Goyens de Heusch “L'Impressionisme et le Fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp.299,301,304,306,355) E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.8( p.348 ) Norbert Hostyn "Dictionnaire des peintres de fleurs belges et hollandais entre 1750 et 1880." Ed. Berko (p.298-299-300-301) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.294) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (p.43-44) Stato di conservazione : ottimo Opere presenti nei seguenti musei: Bruxelles: Museo Reale delle Belle Arti: “Portrait de Fallens” 1905; Museo di Ixelles: “Le vanneau”; Museo di Gand: “The old Ferryman”; Museo di Anversa: “Nature morte”(1927) Museo di Dublino; Museo di Johannesburg. Stato di conservazione: ottimo In fede:

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Frantz Charlet

Frantz Charlet

Interno con biliardo

Olio su tela cm 46 x 38


Certificato di autenticità. Frantz Charlet (1862-1928) " Interno con biliardo " olio su tela (cm 46 x 38) (cm 73 x 65 con cornice dorata XIX secolo) Firmato   in basso a sinistra: Frantz Charlet Sul retro appare una traccia di una vecchia etichetta espositiva. Frantz Charlet (1862-1928) Pittore e acquarellista impressionista di ritratti , paesaggi e scene di genere, nacque a Bruxelles nel 1862 e morì a Parigi nel 1928. Charlet fu allievo di J.Portaels all'Accademia delle Belle Arti di Bruxelles , poi trasferitosi a Parigi, seguì l’insegnamento di Jules Lefebvre, Carolus Duran e Jean Léon Gérome che gli trasmise il suo amore per l’oriente incitandolo a visitare l’Africa. Nel 1883, intraprese così un lungo viaggio in Marocco dove raggiunse l’amico Théodore Van Rysselberghe. Affascinato dal calore e dalla luce del posto, si dedicò alla pittura di soggetti orientalisti. Al suo ritorno in Francia, nel settembre dello stesso anno , organizzò un’esposizione al « Palais des Beaux-Arts » di Bruxelles dove presentò dieci quadri orientalisti che furono lodati dalla critica e molto apprezzati dal pubblico. Dopo un altro soggiorno in Marocco durato due anni, Charlet visitò l’Olanda dove conobbe la tipica « atmosphère brumeuse » del Nord che descrisse con grande sentimento soprattutto nelle sue marine. Nel 1890, l’artista tornò a Bruxelles dove dipinse essenzialmente dei paesaggi e delle marine locali. Egli fu uno dei primi pittori del Belgio a sperimentare nelle sue opere tonalità più chiare e un tocco libero, pieno di vitalità, avvicinandosi così all’impressionismo francese. Nel 1884,con Ensor e Rysselberghe, fondò il gruppo: "Les XX" , movimento artistico d'avanguardia che promuoveva l'arte moderna attraverso incontri ed esposizioni a cui erano invitati anche importanti artisti stranieri. Tra gli ospiti della prima mostra del 1884 dove Charlet espose tre dipinti (“Départ pour le marché”, “Portrait de Mlle d’H”, “L’enterrement qui passe”) figuravano Auguste Rodin, John Singer Sargent e James McNeill Whistler. Nel 1887 furono invitati, tra gli altri, Georges Seurat, Berthe Morisot e Camille Pissarro. Nell’autunno del 1888 entrarono a far parte del gruppo Henri de Toulouse-Lautrec, che non aveva mai partecipato prima a una grande esposizione, nonché Henry van de Velde e Georges Lemmen (1865–1916). Nel 1890 furono esposti sei dipinti di Vincent van Gogh. Il gruppo era formato da venti artisti alla continua ricerca di una forma d'arte nuova, fiera e libera. Voce del gruppo fu la rivista « L’art moderne ». Il merito del circolo “ Les XX” consiste nell’aver riconosciuto precocemente l’importanza di numerosi artisti destinati a diventare celebri e nell’aver offerto loro una piattaforma di visibilità. Lo scambio stimolato dalla “Société des Vingt” contribuì a fare di Bruxelles, in quegli anni, un importante centro dell’arte moderna. Alla VI° Exposition des XX del 1889 Charlet espose « Portrait » A Parigi dove la famosa Galerie Georges Petit organizzò due mostre individuali (1906 e1908), Charlet si rivelò un virtuoso cronista della vita mondana con una particolare attenzione alle corse di cavalli. Considerato uno dei pittori più importanti della Nuova Scuola Belga, Charlet partecipò a numerose esposizioni : L’artista partecipò ai “Salons Triennaux” di Gand, Anversa e Bruxelles considerati una vetrina molto importante a livello internazionale. Queste rassegne di arte contemporanea erano oggetto di forte interesse da parte del pubblico e spesso teatro di accese discussioni estetiche. Debuttò al Salon di Gand del 1877, a soli 15 anni, esponendo una natura morta poi presentò: nel 1883: 140 : “Les faucheurs, Ardennes” 141 : “L’enterrement qui passe” dove ottenne una medaglia d’oro. nel 1892: 130 : “Dimanche” 131: “Bebé” nel 1899: 90: “Le pêcheur” Alla « Exposition Universelle et Internationale » di Gand del 1913 espose « Le Bourgmestre et sa famille » Al « Salon d’Anvers » del 1891 espose: “Jeune mère arabe berçant son enfant” e “Ciseleur arabe” Alla « Exposition Générale des Beaux-Arts » di Bruxelles espose: nel 1881 : « Fugitifs Gaulois” ; nel 1887 : « Soleil couchant » ; nel 1893 : « Jeunes Arabes ; nel 1897 : « Noces d’or » e “Portrait” (Exposition Internationale de Bruxelles) ; nel 1900 : « Le marché aux fromages à Alkmar Hollande” ; nel 1903 : « La famille ” ; nel 1914: « Au poteau », « Au pesage », « A la pelouse » L’artista partecipò alla mostra della “Libre Esthétique” del 1908, “Salon Jubilaire” esponendo a fianco di Renoir, Monet, Degas, Bonnard, Claus, Signac,… Durante una mostra collettiva del “Cercle Artistique et Littéraire di Bruxelles” (fine anno 1904-1905) espose diverse opere sotto il titolo "Souvenirs du Littoral”. A livello internazionale, Charlet espose a Parigi: « Salon des Artistes Français » dal 1881 al 1896 ottenendo una Menzione Onorevole nel 1884 e una medaglia di terza classe nel 1885 con « Les fileuses : Maroc » e alle esposizioni della Société Nationale des Beaux-Arts dal 1897 al 1914. (cfr. lista in allegato) Mostra individuale presso la prestigiosa Galleria Georges Giroux nel 1925. Ostenda : Salon del 1894 con « Cabaret flamand » Berlino : Ausstellung Belgischer Kunst del 1908 con « L’orologio d’oro » (27) Venezia : VIII Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia del 1909 con « Raggio di sole » e « La culla » Membro fondatore del "Cercle des Beaux-Arts d'Ostende" nel 1894 e del movimento "L'Essor" Membro della Société Nationale des Beaux-Arts dal 1903. Nel 1906, con Khnopff e Stacquet, egli fondò "La Société Internationale de la Peinture à l'eau". Descrizione: Il dipinto qui descritto raffigura un interno di straordinaria eleganza, dove ogni elemento concorre a costruire un’atmosfera di sofisticata intimità borghese. Nella stanza in primo piano, la “boiserie” dai motivi floreali, il prezioso tappeto e gli arredi dorati, in particolare una “console” finemente intagliata e due seggioline dalle linee sinuose sono trattate da tonalità pastello attraverso una pennellata a piccoli tocchi che crea sapienti vibrazioni luminose. Mentre nella sala oltre la porta socchiusa, cattura l’attenzione dell’osservatore la suggestiva presenza di un biliardo . Il suo piano verde acceso costituisce un punto focale cromatico, bilanciato dalla lampada sospesa. Il contrasto tra la luminosità diffusa del primo ambiente e l’illuminazione più raccolta della sala del biliardo genera profondità spaziale e una raffinata articolazione prospettica. Opere nei seguenti musei: Parigi :Musée d’Orsay : « La vieille armoire », Cabinet des Estampes. Bruxelles :Museo Reale delle Belle Arti del Belgio : « La femme du pêcheur » (acquarello ), « Terrasse au Jardin des Tuileries » Museo di Ixelles : « La plage d’Ostende » Gand :Museo delle Belle Arti : « Place Rogier à Bruxelles », « Case dorate nel borgo di Bruges »  Anversa : Museo Reale delle Belle Arti : « Veuf » Art Institute of Chicago Georgia : Oglethorpe University Museum : « Bambini che giocano » . Bibliografia : Serge Goyens de Heusch "L'impressionisme et le fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp. 59,69,75-90,93-97,102-106,166, 190,191,217.) E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.2 ( p.674 ) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.209) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (p.172-173) Stato di conservazione : 0ttimo

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Paul Emile Chabas (1869-1937)

Paul Emile Chabas (1869-1937)

Giovane bagnante Lago d'Annecy

Olio su tavola cm 45,5 x 55


Certificato di autenticità :(su richiesta) Paul Emile Chabas (Nantes 1869- Parigi 1937) « Giovane bagnante (Lago d’Annecy)”   Olio su tavola cm 45,5 x 55 Firmato in basso a destra: Paul Chabas Pittore ed illustratore francese , nacque a Nantes il 7 marzo 1869, morì a Parigi il 10 maggio 1937. Paul Emile Chabas, fratello minore del pittore Maurice Chabas (1862-1947) , fu l’allievo di Bouguereau e di Robert Fleury.

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Victor Lagye 1870

Victor Lagye 1870

Disegnatrice sulle rive della Schelda

Olio su tela cm 68 x 59


Certificato di autenticità.(su richiesta) Victor Lagye (Gand 1825-Anversa 1896) “Disegnatrice sulle rive della Schelda” “Olio su tela cm 68 x 59 Firmato in basso a sinistra V.Lagye Datato 1870 Victor Lagye nacque il 20 giugno 1825 a Gand e morì il 2 settembre 1896 ad Anversa. Pittore e illustratore , noto soprattutto per i suoi dipinti di genere e le sue scene storiche. Victor Lagye studiò all’Accademia di Gand, dove uno dei suoi insegnanti fu Théodore-Joseph Canneel, poi all’Accademia di Anversa sotto la direzione di H.Leys.

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Henri Gaston Darien Paris 1891

Henri Gaston Darien Paris 1891

Au crépuscule,quai du Louvre

Olio su tela 76 x 156


Certificato di autenticità : Henri Gaston Darien (Paris 1864-1926) « Au crépuscule, quai du Louvre  » Olio su tela cm 76 x 156 Firmato in basso a destra: H.Darien Datato e situato : Paris (18)91 Figlio di un negoziante e fratello dello scrittore Georges Darien (1862-1921), Henri Gaston Darien nacque a Parigi l’8 gennaio 1864, morì a Parigi il 7 gennaio 1926. Allievo di J.Lefebvre e di Antoine Guillemet, Darien debuttò al  “Salon des Artistes Français” nel 1886 e partecipò regolarmente alla prestigiosa manifestazione fino al 1914. L’artista espose inoltre al “Salon de l’Union Artistique” di Toulouse dal 1888 al 1908, al Salon di Mulhouse, al Salon di Honfleur, al Salon d’Epinal , al Salon di Besançon, al Salon di Nancy, alla “Exposition régionale” di Remiremont,… (cfr. lista in allegato) L’artista rappresentava spesso delle vedute di Parigi in inverno mentre durante la stagione estiva si trasferiva a Bénouville ,in Normandia,dove dipingeva delle marine. Darien ottenne una Menzione onorevole nel 1889, una Medaglia di terza classe nel 1897, Premio Raigecourt -Goyon 1897 ,una Medaglia di seconda classe nel 1899 e una medaglia di bronzo all’Esposizione Universale del 1900. Nel 1910, fu nominato “Chevalier de la Légion d’Honneur” Descrizione: Il dipinto qui descritto raffigura una suggestiva veduta di Parigi al crepuscolo. Il quadro risale al 1891, periodo durante il quale Darien presentò al “Salon des Artistes Français” tre dipinti dal soggetto simile: “Après la pluie, quai Malaquais à Paris” (1888), “Crépuscule, quai Malaquais à Paris” (1889), “Le quai du Louvre à Paris” (1890). Questo in particolare potrebbe corrispondere al dipinto intitolato “Au crépuscule, quai du Louvre” presentato alla Esposizione Universale di Parigi del 1900. Opere presenti nei seguenti musei : Musée d’Auxerre: “En forêt” Fécamp: Musée des Pêcheries :“La criée à Fécamp” Bibliografia: « Dictionnaire des peintres sculpteurs dessinateurs et graveurs » E.Benezit Vol.3 (p.363) Stato di conservazione: ottimo

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Léon Tanzi 1879

Léon Tanzi 1879

Enfants sur le sentier, Argenteuil

Olio su tela cm 45 x 81


Certificato di autenticità : Léon Louis Antoine Tanzi (Parigi 1846- Blida 1913) «Enfants sur le sentier, Argenteuil» olio su tela (cm 45 x 81) firmato, datato e situato in basso a destra L.Tanzi 1879 Argenteuil (Mazagran) Léon Tanzi, pittore e illustratore ,nacque a Parigi il 24 maggio 1846 e morì a Blida (Algeria) il 26 agosto 1913. Allievo all’Académie Julian di Parigi di William Bouguereau (1825-1905), Jules Lefebvre (1834-1912) e Benjamin-Constant (1845-1902), l’artista lavorò spesso nel sud della Francia (Provence) e nei dintorni delle “Gorges du Tarn”. Léon Tanzi debuttò al “Salon des Artistes Français” nel 1877 e partecipò regolarmente alla prestigiosa manifestazione fino al 1912. Inoltre espose al “Salon de l’Union Artistique” di Tolosa (1894), all’Esposizione Internazionale di Tolosa del 1887, alla “Exposition de peintres orientalistes français” di Parigi del 1896, al “Salon des réfusés” di Parigi del 1873 e al “Salon d’automne” (1903) (cfr.lista opere esposte in allegato) Nel 1893, Tanzi, incaricato dal Governo , intraprese un viaggio in Algeria e in Tunisia. Tanzi partecipò alla Esposizione Universale di Parigi del 1889 esponendo “Une mare à Valvin” e “La mare de Courtbuisson” , alla Esposizione Internazionale di Bruxelles del 1897 esponendo “Ravin de Telemly (Algérie)” e “Vaux de Cernay” e alla Esposizione Universale di Parigi del 1900 esponendo “Saint-Cucufa”. Opere nelle collezioni pubbliche e private: Parigi, Museo d’Orsay: La sera, 130 × 198 cm. Musée Carnavalet : Les ruines du château de Saint Cloud, 1891 Musée du Luxembourg :La mare de Courtbuisson, le soir Oslo: Museo nazionale dell’arte, dell’architettura e del design: Ritratto di donna, 1879 Marsiglia: Veduta del Frioul, deposito del Fondo nazionale d’arte contemporanea. Montfort-l’Amaury, Museo Maurice-Ravel Le Belvédère: Ritratto di Maurice Ravel bambino, 1886. Musée d’Alger: Gorges du Tarn Collezione privata E. Canigiani, Quarrata (PT), Italia: Scena galante Riconoscimenti: Salon des artistes français: 1886: Medaglia d’onore; 1887: Jean Richepin, ritratto; La Mare de Courtbuisson, Medaglia di 3ª classe; Medaglia d’argento alla Esposizione Universale del 1889 e del 1900 Medaglia d’oro alla Esposizione di Anversa Nel 1901, Tanzi fu nominato Cavaliere della Legione d’onore. Descrizione Nel dipinto qui descritto che raffigura due bimbi in un paesaggio dell’Argenteuil (Mazagran) , la campagna si apre allo sguardo con una naturalezza immediata e luminosa, tipica della pittura impressionista. I due bambini lungo il cammino introducono una presenza umana delicata e spontanea. Le loro figure, appena accennate, sembrano colte in un momento autentico di quiete e gioco. Nel cielo, le nuvole scorrono leggere e diffondono una luminosità morbida che accarezza i campi e le colline. È una luce mutevole che non modella rigidamente le forme ma le lascia vibrare nello spazio, immerse in una continua variazione tonale. Il sentiero chiaro e sinuoso diventa l’asse poetico della composizione, esso conduce l’occhio dell’osservatore in profondità, creando un raffinato effetto prospettico. L’intera scena è pervasa da un’atmosfera vibrante, in cui natura e vita quotidiana si fondono armoniosamente. Le pennellate leggere, i verdi umidi dei campi, le trasparenze azzurre del cielo e i riflessi chiari del sentiero costruiscono un equilibrio di straordinaria freschezza visiva. Il dipinto restituisce così non soltanto un luogo, ma la sensazione stessa dell’aria, della luce e del tempo che passa lentamente in una giornata di campagna. Bibliografia : « DICTIONNAIRE DES PEINTRES SCULPTEURS DESSINATEURS ET GRAVEURS » E.Benezit Vol. 10 (p.73) « DICTIONNAIRE DES PETITS MAITRES DE LA PEINTURE 1820-1920 » Schurr & Cabanne Les Editions de l’Amateur (p.688) Stato di conservazione : Il dipinto si presenta in buono stato di conservazione: ( tela originale con un piccolo restauro conservativo in basso a sinistra) In fede:

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André Allard

André Allard

Soir dans le vallon

Olio su tela


Certificato di autenticità : Certificato di autenticità : André Marie Paul Jacques Allard (1875-1938) “Soir dans le vallon” Olio su tela cm 92 x 73 (cm 110 x 91 con cornice) Pittore di paesaggi, interni e vedute urbane e fluviali, nacque a Rouen nel 1875 e morì a Deauville nel 1938. Allievo di Gustave Moreau presso l’Accademia di Rouen, espose al “Salon des Artistes Français” nel 1905 “Portrait de ma mère”, al “Salon de la Société Nationale des Beaux-Arts” e al “Salon des Indépendants” Inoltre socio del “Salon d’Automne”, partecipò alle sue esposizioni dal 1904 al 1912. (cfr.lista opere esposte in allegato) André Allard fece parte del “Groupe des XXX”, il gruppo riuniva trenta artisti indipendenti, interessati alle nuove tendenze della pittura francese, in opposizione alla pittura più accademica allora dominante a Rouen. La mostra alla Galerie Legrip di Rouen che si tenne dal 29 ottobre al 12 novembre 1907 rappresentò una delle prime manifestazioni collettive di questa nuova tendenza . André Allard espose i suoi quadri insieme, tra gli altri, a Raoul Dufy, Maurice de Vlaminck, Robert Pinchon, Gaston Prunier, Pierre Dumont, Henri Matisse, André Derain, personalità che divennero fondamentali per il Fauvismo e per l'avanguardia parigina. In seguito, il gruppo assunse il nome di Société normande de peinture moderne, destinato a diventare uno dei nuclei importanti della vita artistica normanna. Da una pubblicazione dell'Académie des Sciences, Belles-Lettres et Arts de Rouen dell’epoca risulta che in occasione di una “Exposition Rouennaise”, la relazione critica parla di un artista che dipingeva paesaggi con un pennello «très délié», talvolta con tonalità vicine all’impressionismo. La stessa relazione riferisce che due ritratti suscitarono l'interesse dei commissari e che ad André Allard fu assegnata la médaille d'or dell'Académie, per il ritratto del docteur Dufour e un ritratto di donna. Descrizione: L’opera qui descritta potrebbe corrispondere al quadro intitolato “Soir dans le vallon” presentato al Salon des Indépendants del 1902 (numero 34) (cfr etichetta sul retro che mostra un 3) Il dipinto si apre allo sguardo come una visione sospesa , quando il giorno, ormai prossimo al suo declino, sembra indugiare ancora per un istante prima di cedere alla quiete della sera. La natura, avvolta da una luce morbida e dorata, compie lentamente la sua metamorfosi: i colori del paesaggio si attenuano e, al tempo stesso, si accendono di nuove tonalità, passando dall’azzurro limpido del cielo ai verdi profondi della vegetazione, fino alle calde sfumature ramate e rosate che accarezzano gli alberi e la riva. Al centro di questa placida armonia riposa la barca, silenziosa e immobile. La sua presenza discreta introduce una nota di vita umana senza turbare la tranquillità che pervade ogni cosa. Pare affidata alle acque, in attesa, mentre il lungo palo che si innalza verso il cielo conferisce alla composizione una delicata verticalità. Ma è soprattutto lo specchio d’acqua a rendere il paesaggio straordinariamente suggestivo. La superficie del fiume o del lago accoglie e restituisce il mondo circostante, trasformandolo in una seconda realtà, tremula e incantata. Il confine fra realtà e riflesso diviene così quasi impercettibile: il paesaggio sembra duplicarsi, dissolversi e rinascere nell’acqua, mentre i colori si fondono in una trama luminosa di grande poesia. Ne scaturisce un’atmosfera di profonda serenità e contemplazione. Non vi è movimento, né rumore, ma soltanto il lento respiro della natura che muta con il trascorrere delle ore. Opere presenti nei musei: “Mantes, soleil couchant” ,olio su tela, paesaggio di Mantes-la-Jolie, databile prima del 1907, è conservato al Musée Saint-Nazaire di Bourbon-Lancy Bibliografia: « Dictionnaire des peintres sculpteurs dessinateurs et graveurs » E.Benezit Vol.1 (p.119) Stato di conservazione : ottimo

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Albert André (1869-1954)

Albert André (1869-1954)

Atelier d'artiste

Olio su tela cm 46 x 55


Certificato di autenticità : Albert André (Lyon 1869-Avignon 1954) «  Atelier d’artiste » Olio su tela cm 46 x 55 Firmato in basso a sinistra Albert André Sul retro appare un’ etichetta che dimostra la partecipazione ad una esposizione. Albert André , pittore di paesaggi, nature morte e scene d’interno , particolarmente legato a Renoir e amico di Vuillard, Vallotton ,Bonnard, Valtat, Marquet, Maufra, Monet del quale eseguì numerosi ritratti : “Claude Monet dans son jardin” (1913) è conservato oggi all’Art Institute di Chicago. André nacque a Lione il 24 maggio 1869 e morì ad Avignone nel 1954. Giunto a Parigi nel 1889, a soli 20 anni, entrò all’Accademia Julian dove conobbe Ranson, Valtat e Henri Bataille. Nasceva in quel periodo il “Salon des Indépendants” dove nel 1894 espose 5 quadri : Bateaux sur la Seine; Place St.Jacques, automne; Place St.Jacques,hiver; La Seine dans Paris; Maturité,esquisse; tutti acquistati dal famoso mercante Paul Durand-Ruel. In questa occasione, André fu notato da Renoir del quale divenne un caro amico. A dimostrazione di tale amicizia, André non solo raffigurò il grande maestro impressionista in numerosi quadri, egli pubblicò anche un saggio considerato un autentico viaggio nell’intimità di Renoir: “La lecture nous transporte auprès de Renoir, comme un témoin présent à ses gestes et à ses paroles. Nous le voyons, nous l’entendons.” (Marius Mermillon) Lavorò dapprima a Parigi e Londra per poi trasferirsi nel sud della Francia. Espose al Salon d’Automne dal 1904 e al Salon di Mulhouse. (cfr.lista in allegato) Espose al Salon des Tuileries nel 1923,1924 e 1926. Nel 1908 André espose tre dipinti (Fruits, Guéridon e Artichaut) nell’ambito dell’importante movimento artistico d’avanguardia “La Libre Esthétique” a fianco di Claude Monet, Auguste Renoir, Paul Signac, Emile Claus,… Nel 1924 espose a New York e a Buenos Aires. Partecipò a numerosissime altre esposizioni a livello internazionale . (cfr lista in allegato) André seppe interpretare la lezione degli impressionisti alla ricerca della luce esatta al fine di mantenere l’equilibrio tra ciò che è e ciò che appare. Il critico d’arte E.Faure scrisse: “Témoin curieux de son temps, il s’obstina à faire de la peinture et non des tableaux” Nel 1917, André divenne il conservatore del Museo di Bagnols-sur-Cèze (oggi Museo Albert André) nel quale contribuì ad inserire le opere dei suoi amici Matisse, Bonnard, Vuillard, Angrand, Van Risselberghe, d’Espagnat trasformandolo in uno dei più importanti musei di pittura d’avant-garde della sua epoca. Descrizione: In questo interno intriso di naturale eleganza, ogni elemento raffigurato pare raccontare in modo silenzioso la storia dell’atelier del maestro. “L’oeuvre d’Albert André est un loyal et confiant entretien avec les êtres et les choses dont il fut toujours le meilleur camarade.” (Marius Mermillon) La finestra spalancata dalla quale penetra la luce suggerisce la presenza celata dell’artista. In modo particolare spicca dalla composizione la poltroncina rosa, un oggetto al quale André era probabilmente legato in quanto fu rappresentato in altri quadri. (cfr. disegno in allegato) Opere presenti nei seguenti musei : Francia: Parigi : Musée d’Art Moderne, Musée d’Orsay;  Musée d’art et d’histoire di Saint-Denis; Musée Albert André di Bagnols-sur-Cèze: “La femme en rouge”, “Portrait de Renoir”; Musée “Regards de Provence” di Marsiglia; All’ Art Institute di Chicago è conservato il dipinto: “Claude Monet dans son jardin” (1913); Svizzera: Petit Palais di Ginevra Bibliografia : « DICTIONNAIRE DES PEINTRES SCULPTEURS DESSINATEURS ET GRAVEURS » E.Benezit Vol.1 (pp 173-174) « DICTIONNAIRE DES PETITS MAITRES DE LA PEINTURE 1820-1920 » Schurr & Cabanne. Les Editions de l’Amateur (pp. 30-31) “ALBERT ANDRE” Marius Mermillon Les Ed.G.Crès & C. Stato di conservazione : ottimo.

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Maurice Pirenne (1872-1968)

Maurice Pirenne (1872-1968)

Marguerites

Olio su cartone cm 38 x 46


Certificato di autenticità. Maurice Pirenne ( Verviers 1872-1968) «Marguerites» Olio su cartone (cm 38 x 46) Firmato in alto a destra M.PIRENNE Sul retro appare un’etichetta “La Continentale Menkès” Garde Meubles Breveté (Bruxelles) Maurice Pirenne nacque a Verviers nel 1872. Suo padre era un industriale del settore tessile, che aveva assicurato la prosperità della città dalla fine del XVIII fino all’inizio del XX secolo. Suo fratello divenne il celebre storico Henri Pirenne, mentre Maurice, fin da giovanissimo, si dedicò alla pittura. Antiaccademico, frequentò poco le scuole d’arte, seguì alcuni corsi di disegno ma affinò la propria tecnica e il proprio sguardo viaggiando a Gand, Bruges, Parigi e Bruxelles, dove visitò musei e incontrò numerosi artisti, tra cui Degas ed Ensor. Verso il 1900 tornò nella sua città natale, che non avrebbe più lasciato fino alla sua morte nel 1968. Dal 1910 al 1948 fu conservatore del museo comunale di Verviers, incarico nel quale si adoperò per la difesa del patrimonio locale, continuando al contempo a realizzare decine di opere: dalle grandi tele dei primi anni, che rappresentano in particolare le “Fagnes”, a formati via via più ridotti – oli su tela o cartone ma anche carboncini, pastelli e matite – evocanti gli angoli del vecchio Verviers che andavano scomparendo, sostituiti dall’urbanizzazione moderna: finestre, molte finestre, socchiuse su un balcone, un vicolo, la campagna circostante; scene d’interno, nature morte, mazzi di fiori e alcuni ritratti e autoritratti. Maurice Pirenne è generalmente associato a quella che alcuni definiscono la “Scuola di Verviers”. Si preferisce però parlare degli “Intimisti di Verviers”, una corrente di amici che tendevano a rappresentare paesaggi o scene d’interno in uno stile sobrio, con un tratto delicato, una visione poetica e intima. Tra loro si annoverano Georges Le Brun – amico d’infanzia di Maurice Pirenne, morto giovanissimo nel 1914 durante la Prima guerra mondiale –, Philippe Derchain, Joseph Gérard, Laurent-Léon Herve e altri ancora. Sebbene ciascuno di questi artisti intimisti possieda qualità indiscutibili, Maurice Pirenne appare il più radicale del gruppo nelle sue costruzioni, nei suoi inquadramenti originali, nelle prospettive risolutamente moderne, quasi cinematografiche . Radicale anche nella sua posizione di artista che dipinge solo per sé stesso, senza preoccuparsi di riconoscimenti, esposizioni o vendite. Sarebbe probabilmente caduto nel totale oblio senza la determinazione dei suoi amici, in particolare quella di André Blavier. Direttore della biblioteca di Verviers, ma anche poeta, patafisico, amico di Raymond Queneau con cui intrattenne una ricca corrispondenza, autore di un’opera di riferimento sui “Folli letterari”, Blavier contribuì a far conoscere l’opera di Pirenne organizzando mostre e pubblicando, nel 1954, Maurice Pirenne, 99 riproduzioni di opere del pittore, corredato da una brillante prefazione da lui stesso scritta. Inoltre da alcuni anni, musei (come il Museo di Verviers o il Trinkhall Museum di Liegi) e gallerie (come la Galleria Nadja Vilenne) hanno nuovamente esposto le opere di Maurice Pirenne, molto ricercate anche dai collezionisti. La lucidità dello sguardo di questo artista, il suo modo di cogliere il dettaglio nell’insieme, la sua osservazione minuziosa, il disegno rigoroso ma mai ostentato, le sue centinaia di opere ne fanno – al pari del fratello – uno storico del quotidiano di quasi un secolo (morì infatti a 96 anni). Maurice Pirenne è straordinario proprio perché ciascuna delle sue opere eternizza un frammento di tempo. Esposizioni: Salon de Gand del 1892: “Intérieur”, “Paysage” del 1899: “L’hotel de ville”, “Novembre”, “Intérieur” Exposition des Beaux-Arts/Salon Triennale ( Bruxelles) del 1900: “Le visiteur”,”Maison close” , “Intérieur” del 1903: “Portrait de dame”, “Portrait de jeune fille”, “Paysage” del 1907: “Portrait” (pastel) del 1914: “L’été à Hombiet”, “A Piedvache” X.Esposizione d’Arte della Città di Venezia (1912) Descrizione: Del bianco, del giallo e dell’azzurro , un disegno nervoso, e da questo emerge una deliziosa natura morta composta da un mazzo di margherite, un vaso e un pezzo di stoffa con due nastri blu appoggiati sul lato sinistro del tavolo su cui sono posati questi oggetti. L’insieme è chiaro e questa piccola opera vibra, vive, pur emanando un senso di quiete rassicurante, di silenzio e di semplicità , come da sempre accade nel genere della natura morta, con Chardin e Vermeer come riferimenti essenziali per Pirenne. Opere presenti nei seguenti musei: Bruxelles, Liegi, Verviers e Tournai Bibliografia : E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.8( p.356 ) André Blavier “99 Reproductions d’oeuvres du peintre Maurice Pirenne" Ed.Jean Malvaux Bruxelles 1954 Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.297) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » Vol 3 (p.47) Stato di conservazione : ottimo

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Jean Gouweloos

Jean Gouweloos

Ritratto allo specchio

Olio su tela cm 85 x 55


Certificato di autenticità. Jean Léon Henri Gouweloos ( Bruxelles 1868-1943) " Ritratto allo specchio " olio su tela (cm 55 x 85) (cm 66 x 96 con cornice dorata) Firmato in alto a sinistra : Jean Gouweloos Pittore di ritratti, nudi, marine,paesaggi e scene di genere, nacque a Bruxelles il 7 settembre 1868 e morì nel 1943. Prima di iniziare gli studi artistici, a soli 16 anni lavorò come decoratore e litografo a Parigi. Allievo di Jean Portaels, dal 1886 al 1888 Gouweloos frequentò l'Accademia reale delle belle arti di Bruxelles. Gouweloos divenne noto intorno al 1900, quando ricevette ampi consensi per i suoi dipinti raffiguranti bagnanti sulla costa settentrionale del Belgio. Oltre alle marine e ai paesaggi, raggiunse la fama soprattutto per le splendide scene d'interni con donne affascinanti (in particolare ritratti e nudi) rappresentate immerse nei loro pensieri o intente in piccole attività quotidiane. Realizzò inoltre due affreschi sul soffitto del Casino-Kursaal di Ostenda e dodici dipinti per la loggia massonica di Bruxelles (1900). La sua casa con atelier in stile Art Nouveau a Saint-Gilles è oggi un monumento protetto (Casa-atelier di Jean Gouweloos). La critica scrisse : « Ses nus baignent dans une lumière nacrée » L’artista partecipò ai “Salons Triennaux” di Bruxelles, Gand e Anversa considerati una vetrina molto importante a livello internazionale. Queste rassegne di arte contemporanea erano oggetto di forte interesse da parte del pubblico e spesso teatro di accese discussioni estetiche. Dal 1887, Gouweloos regolarmente alle Triennali di Bruxelles, esponendo nel 1897: “Âme troublée” 1900: “Mer du nord”(260) “Le Gobelin” “Portrait de Melle M.” 1903: “Barque blanche”(426) “L’enfant” 1907: “Le bain”(209) “Portrait de Melle S.” “Portrait de Melle B.” Al Salon di Gand espose: nel 1899: “Despote” “Souvenir” “Portrait du Major S” Al Salon di Anvers espose: nel 1898: “La veuve” (232) “Mauvais jours” nel 1923: “Le modèle” Membro del Circolo « Voorwaarts » (1891-1892) . Membro del movimento d’avanguardia “Le Sillon” dal 1895, partecipò a numerose sue esposizioni.  Il Sillon fu un movimento artistico belga di arti visive, fondato nel 1893 a Bruxelles. I fondatori erano principalmente giovani allievi dell'Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles. L’associazione, che nacque con l'obiettivo di fare da contrappeso al neoimpressionismo e al simbolismo, e in seguito anche al luminismo, organizzò la sua prima esposizione di pittura, scultura e arti decorative presso la Galerie Moderne, in rue Royale, dal 28 gennaio al 12 febbraio 1893.  Nel 1900, partecipò alla Esposizione Universale di Parigi con il dipinto « La veuve » che gli rapportò la Medaglia d’Argento. Al « Salon des Artistes Français » del 1903 espose « Portrait de Madame M.K. » Al Salon d’Automne del 1907 espose “Portrait de Mame G” Egli fu inoltre presente alle Esposizioni di Düsseldorf del 1904, di Berlino del 1908, di Monaco del 1913, di Namur, di Ostende, di Venezia,… (cfr.lista in allegato) Ufficiale dell'Ordine della Corona (Belgio), conferito il 6 dicembre 1919. Descrizione: Nel ritratto qui descritto, la figura della giovane donna occupa quasi interamente lo spazio della tela, imponendosi allo sguardo con una presenza di grande effetto scenografico. Colta davanti allo specchio in un atteggiamento di naturale disinvoltura, la fanciulla sembra sospesa in un istante intimo e segreto: il volto leggermente reclinato, le mani raccolte con grazia ai lati del viso e quello sguardo languido, assorto, che pare inseguire nello specchio un’immagine di sé, conferiscono alla scena una dolcezza intrisa di sottile sensualità. 
Un sapiente tocco di luce anima i particolari preziosi: scintilla sul bracciale, corre sugli anelli che adornano le dita e indugia sui piccoli fiori del cappello, quasi trasformandoli in gioielli. Questi bagliori introducono nella materia pittorica una vibrazione capace di far risaltare la figura senza spezzarne l’armonia. 
L'intera composizione è avvolta da una raffinata sinfonia di tonalità pastello che restituisce un'atmosfera morbida e vaporosa. Su questa delicata orchestrazione cromatica si stagliano, con sorprendente efficacia, le poche note più intense: il nero profondo dei capelli e del nastro e il rosso vivo dei fiori e delle labbra. Sono accenti cromatici che guidano lo sguardo verso il volto amplificandone l’espressione.
 Opere nei seguenti musei: Bruxelles :Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique : « Le bain » 1907 ; Liegi : Musée de l’art wallon : « L’enfant » ; Anversa : Musée Royal des Beaux-Arts : “Rêverie”; Mons : Musée des Beaux-Arts  Musée Charlier di Saint-Josse-ten-Noode: “Lucy Kufferath” Courtrai : Museum voor Oudheidkunde en Sierkunst en Schone Kunsten. Bibliografia : E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.5 ( p.138 ) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.652) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (p.105-106) Schurr & Cabanne « Dictionnaire des petits maitres de la peinture 1820-1920 » Les Editions de l’Amateur (p.342) Stato di conservazione : ottimo

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Firmin Baes 1900

Firmin Baes 1900

Viale alberato

Olio su tela/cartone


Certificato di autenticità. Firmin Baes (Saint-Josse-Ten-Noode 1874-Uccle 1943) «Viale alberato” Olio su tela incollata su cartone cm 37 x 51 cm 60 x 74 con cornice dorata XIX secolo. Firmato e datato in basso a sinistra Firmin Baes 1900 Dedicato a Jean Delescluze Firmin Baes nacque il 19 aprile 1874, morì il 4 dicembre 1943. Pittore, pastellista , disegnatore e incisore. Particolarmente abile nell’uso del pastello, dipinse nature morte, scene di genere, ritratti, nudi, paesaggi e interni. Figlio di Héloïse Boly e di Henri Baes pittore, architetto, direttore de “L’Ecole des Arts Décoratifs” di Bruxelles e membro della “Commission des Monuments historiques”. Cresciuto in una famiglia di artisti, anche lo zio Jean-Baptiste Baes era architetto, Baes inizio il suo percorso artistico lavorando con il padre come decoratore. In seguito, egli si formò presso “l’Académie Royale des Beaux-Arts” di Bruxelles sotto la direzione di Léon Frédéric (1888-1894). Dal 1894 al 1900 perfezionò il suo stile presso “l’Académie de la Patte de Dindon” . Si trattava di un’accademia libera dove si tenevano lezioni d’arte, chiamata così in onore di un caffè omonimo situato nella Grand-Place di Bruxelles. Con i collaboratori del padre, Firmin Baes sviluppò una tecnica del pastello su tela descritta nella monografia a lui dedicata curata dalla nipote Georgette Naegels-Delfosse. Tale tecnica permetteva l’applicazione della polvere con la punta del pollice o del mignolo, creando toni discreti o vigorosi e una delicatezza vellutata nelle composizioni. La morbidezza dei suoi pastelli e la sua capacità introspettiva nella resa delle figure gli valsero a partire dal 1915 la commissione di numerosi ritratti della “société” belga. Baes fu Segretario del circolo “Pour l’Art” (Bruxelles 1892-1934) per le esposizioni del quale egli realizzò diversi manifesti . (in allegato la locandina del XXI° Salon ) Questa associazione fu fondata da un gruppo di artisti nell’intento di organizzare mostre con una particolare apertura nei confronti dei pittori stranieri. Nel 1902 Baes sposò Marie Nélis, amica delle sue sorelle Irma e Alice. Ebbero tre figlie. La sua carriera artistica decollò, ottenendo numerosi riconoscimenti sia in patria che all’estero. L’artista partecipò ai “Salons Triennaux” di Bruxelles e di Gand considerati una vetrina molto importante per gli artisti che cercavano di farsi notare per poter vendere le loro opere. Queste rassegne di arte contemporanea erano oggetto di forte interesse da parte del pubblico e spesso teatro di accese discussioni estetiche. Baes partecipò regolarmente alla « Exposition Générale des Beaux-Arts » di Bruxelles esponendo nel 1897 : «  Le retour de l’enfant prodigue» ; nel 1900 : « Les porteuses de trèfle », “Portrait de Mme V.R.” ; nel 1903 : « Le défi » ; nel 1907 : « Les foins »,  « La Bénédicité »; nel 1914: “L’enfant”; Al “Salon de Gand” espose: nel 1913 : “La femme au chou” All’Esposizione Universale di Parigi del 1900 espose : “Le Tir à l’Arc” (Medaglia di bronzo) Inoltre partecipò alla Esposizione Universale di Bruxelles del 1910 e a numerose altre importanti manifestazioni. (cfr.Scheda in allegato) Espose frequentemente a Bruxelles presso la “Petite Galerie” e la “Galerie du Studio” e a Charleroi presso le “Nouvelles Galeries”. Nel 1919, Baes divenne membro della “Société Royale des Beaux-Arts” Nel 1923 fu nominato **Ufficiale dell’Ordine della Corona**. Scrittore nel tempo libero, pubblicò un opuscolo illustrato intitolato “Histoires de peintres racontées et illustrées par Firmin Baes” (Storie di pittori raccontate e illustrate da Firmin Baes), contenente aneddoti relativi a pittori e alle loro opere (pubblicato a Bruxelles nel 1941, Librairie Générale-Cooreman). Descrizione: Il dipinto qui descritto rappresenta un viale alberato dove il susseguirsi dei tronchi conduce abilmente l’osservatore all’interno del paesaggio. Attraverso il suggestivo effetto di luce che penetra attraverso gli alberi per illuminare il sentiero e i fiori in primo piano , Baes mette in mostra la sua nota capacità nel trattare gli effetti luministici. Il quadro risale al 1900, anno in cui l’artista vinse la medaglia di bronzo alla Esposizione Universale di Parigi ed è dedicato a Jean Delescluze, un pittore decoratore che probabilmente Baes conobbe durante la sua prima formazione artistica. A dimostrazione del particolare interesse del pittore nei confronti del paesaggio alberato allego una parte dei numerosi quadri ,raffiguranti lo stesso soggetto, presenti nella collezione del Museo Reale delle Belle Arti di Bruxelles. Opere nei seguenti musei: Bruxelles : Musées Royaux des Beaux Arts de Belgique  ; Ixelles : Museo delle Belle Arti ; Anversa, Charleroi, Ostende, Ypres, Parigi: “Musée d’Orsay” E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.1( p.372 ) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.48) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (pp. 32,34) Paul Piron "Deux siècles de signatures d'artistes de Belgique" Ed. Art in Belgium (p.22) « Dictionnaire des petits maitres de la peinture 1820-1920 » Schurr & Cabanne Les Editions de l’Amateur (p.48) Stato di conservazione : ottimo

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Guillaume-Roger(1867-1943)

Guillaume-Roger(1867-1943)

Paysage de printemps

Olio su tela cm 62 x 59


Certificato di autenticità : Guillaume Georges Roger (1867-1943) «Paysage de printemps » olio su tela (cm 59 x 63) (cm 78 x 82 con cornice) firmato in basso a sinistra Guillaume Roger Guillaume Georges Roger detto «Guillaume-Roger» nacque a Parigi nel 1867, morì nel 1943. Pittore e pastellista, di marine, ritratti, scene di genere e paesaggi con una particolare attenzione per le vedute di Bretagna, Olanda e Venezia. I suoi paesaggi raffiguranti l’Ile-de-France sono resi attraverso una pittura materica. Studiò a Parigi sotto la direzione di Jean-Léon Gérôme, egli debuttò la sua carriera artistica nel 1892. La sua importanza emerge soprattutto attraverso i musei che conservano le sue opere e le numerose esposizioni alle quali l’artista partecipò. Egli espose regolarmente al “Salon des Artistes Français”, al “Salon de la Société Nationale des Beaux-Arts”, al “Salon de l’Union Artistique” di Toulouse, alla “Exposition Internationale Industrielle” di Toulouse, al Salon d’Automne, al “Salon des Beaux-Arts” di Ostenda,… (cfr. lista opere esposte in allegato) Alla “Exposition nationale coloniale di Marsiglia del 1906”, espose “Effet de neige, Hollande” e “Petite fille hollandaise” (pastel) Nel 1915 figurò nella sezione francese della “Panama-Pacific International Exposition” di San Francisco con “Winter in Holland” Descrizione: In “Paysage de printemps”, la primavera non è soltanto rappresentata, ma sembra accadere davanti agli occhi: nei verdi che si accendono, nei fiori che punteggiano le chiome, nella luce che attraversa il cielo e si posa sulla campagna. 
I due alberi in primo piano aprono la scena come un sipario naturale: le loro chiome si protendono verso il centro del dipinto invitando lo sguardo ad entrare nel paesaggio. La materia pittorica alterna momenti di forte densità, quasi a voler trattenere sulla tela la consistenza delle foglie e dei rami, ad altri più raso tela, leggeri e ariosi, soprattutto nelle aperture del cielo e negli spazi lontani.
È proprio questo alternarsi di materia e trasparenza, a dare al dipinto il suo effetto suggestivo: una natura che non appare immobile, ma respira, cresce e fiorisce.
 
Tra i due alberi si apre un varco verso la campagna, dove il verde dei prati si distende in una successione di tonalità fresche e luminose. In lontananza, quasi mimetizzata nella vegetazione, appare una piccola casa rossa. È discreta, appartata, eppure lo sguardo vi giunge naturalmente, guidato da una sottile corrispondenza cromatica: la macchia dello stesso rosso, posta in primo piano, crea un filo visivo che conduce verso l’abitazione. Opere nei seguenti musei: Al Museo d’Orsay di Parigi è conservato un suo dipinto intitolato “Paesaggio” Un dipinto intitolato Vue de Venise, olio su tela di 50 × 70 cm, risulta inoltre nell'inventario del “Musée des Beaux-Arts Eugène Leroy” di Tourcoing, proveniente dalla donazione Alphonse de Rothschild del 1911. Al Museo Nazionale di Poznań (Pologna) sono inoltre documentati:Toaleta, 1894, olio su tela, 58 × 112 cm; La femme au tricot circa 1899, 82 × 117 cm; Intérieur breton, circa 1899; Red House in Edam, 1902, 73 × 50 cm. Un elemento importante per rivalutare l'artista è la sua attività come pastellista. Il Petit Palais di Parigi ha incluso una sua Jeune Hollandaise nella grande mostra “L'art du pastel de Degas à Redon”, tenutasi dal 15 settembre 2017 all'8 aprile 2018. La scheda di Paris Musées collega direttamente l'opera al catalogo della mostra. La documentazione della mostra colloca “Petite fille hollandaise” nella sezione dedicata al pastello naturalista, accanto ad artisti come Léon Lhermitte, Steinlen e Alexandre Nozal. È un dato critico significativo: Guillaume-Roger non viene presentato semplicemente come pittore accademico minore, ma come parte della storia del pastello francese fra naturalismo e modernità. Bibliografia : « DICTIONNAIRE DES PEINTRES SCULPTEURS DESSINATEURS ET GRAVEURS » E.Benezit Vol. 9 (p.46) Stato di conservazione : ottimo

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Ernest Van den Broeck

Ernest Van den Broeck

Al calare della sera

Olio su tela cm 50 x 75


Certificato di autenticità. Ernest Van Den Broucke (1853-1883) «Al calare della sera» Olio su tela (cm 50 x 75) Firmato in basso a destra: E. Van den Broucke  Ernest Van Den Broucke (1853-1883) (Ernest Van den Broeck) Pittore attivo ad Uccle . L’artista partecipò al « Salon Triennal de Gand” del 1877 esponendo “En pénitence”. Nel 1881, Van Den Broeck dipinse “Le local du Serment de Saint-Georges” ou “Grand Serment Royal” . L’opera conservata presso la Maison du roi fu venduta a Bruxelles dalla Galerie Georges Giroux nel 1948. (cfr. scheda in allegato) Descrizione: Nella quiete di una campagna innevata, al calar della sera, una donna con una fascina tra le braccia, torna verso la sua dimora. L’artista sceglie l’ora del tramonto in cui l’atmosfera che avvolge le cose invita ad un più intimo colloquio con l’anima. Mentre il bianco della neve, dal quale spiccano due case e qualche albero, accentua il senso poetico e silenzioso della scena. Il dipinto qui descritto sposa pienamente il pensiero di René Ménard secondo il quale un quadro di paesaggio non sia tanto la rappresentazione di un luogo , quanto l’espressione di un sentimento umano che attinge nella campagna la sua emozione. “Un tableau de paysage ne doit pas être considéré comme la représentation d’un site. C’est l’expression d’un sentiment humain , qui puise des émotions dans la campagne” René Menard: “Gazette des Beaux-Arts” 1870 Bibliografia : « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles » Paul Piron  Ed. Art in Belgium (p.576) Stato di conservazione : Il dipinto è stato rintelato.

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Guillaume Seignac (1870-1924)

Guillaume Seignac (1870-1924)

Un certain regard

OLio su tavola cm 37 x 28


Certificato di autenticità : Guillaume Seignac (Rennes 1870-Parigi 1924) « Un certain regard » olio su tavola (cm 37 x 28) Tavola: Tasset & Lhote Paris firmato e datato in alto a destra G.Seignac 1918 Pittore della “Ecole d’Ecouen”,Guillaume nacque a Rennes il 25 settembre 1870, morì a Parigi il 2 ottobre 1924. (L’Ecole d'Ecouen fu una colonia di artisti insediatasi a Ecouen (Val d’Oise -Ile de France) a partire dagli anni 1860-1870, fondata dal pittore Pierre-Édouard Frère. Riunì diverse decine di personalità provenienti da tutto il mondo, che vi insegnarono e vi praticarono la loro arte e che fecero anche costruire degli “ateliers”. Le opere prodotte appartengono agli stili realistico e naturalista e rappresentano principalmente paesaggi e scene di genere.) Seignac fu un pittore francese la cui cifra artistica si fa leggere sotto la condizione di un paio di inevitabili connotazioni. Per prima, l'influenza di autorevoli maestri del realismo idealizzato, egli fu infatti allievo di Bouguereau,Tony Robert Fleury e Gabriel Ferrier presso l’Accademia delle Belle Arti di Parigi. Seconda, l'appartenenza al mondo dell'accademismo francese d'impeccabile pennellata. È pur vero che Seignac adotta la qualità di tratto del disegno accademico per replicarla con seducente adesione nei soggetti femminili ampiamente prediletti. Seignac espose regolarmente al “Salon des Artistes Français” dal 1897 al 1914. Socio degli Artisti Francesi dal 1901, egli ottenne una Menzione Onorevole nel 1900 e una Medaglia di terza classe nel 1903. Descrizione: Protagonista della composizione è la strabiliante formula comunicativa di uno sguardo in tralice. Solenne e trafiggente, lo sguardo obliquo della donna (che forse non supera il traguardo dell'adolescenza) s'insinua di lato con qualche accenno di compiaciuta consapevolezza. Per quel tanto di curiosità che vi leggiamo, non lo giudicheremo carico d'intenzione, ma piuttosto traboccante di sfumature emotive. Ed è così che Seignac ci rimanda alla multiforme meraviglia della comunicazione umana. Alla lateralità di uno sguardo, alla trama del non detto, alle mezze verità che a null'altro aspirano che d'esser decifrate. (Roberto Belotti)) Opere nei seguenti musei: San Francisco De Young Museum Smith College Museum of Art Phoenix Art Museum Mairie d’Ecouen Bibliografia : « DICTIONNAIRE DES PEINTRES SCULPTEURS DESSINATEURS ET GRAVEURS » E.Benezit Vol. 9 (p.509) Stato di conservazione : ottimo In fede:

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Lucien Frank (1857-1920)

Lucien Frank (1857-1920)

Effet de lune: la Panne

Olio su tela cm 60 x 84


Certificato di autenticità. Lucien Frank (Bruxelles 1857-Ohain 1920) «Effet de lune: la Panne» Olio su tela cm 60 x 84 Firmato in basso a destra : L. Frank Sul retro, il numero 8053 indica presumibilmente che il dipinto partecipò ad una mostra. Pittore , acquarellista e pastellista impressionista di vedute cittadine, di paesaggi, di marine e di figure. Lucien Frank nacque a Bruxelles il 10 novembre 1857 e morì a Ohain (Francia) il 19 gennaio 1920. Il critico Edouard–Louis De Taye scrisse di lui nell’ambito di un’esposizione del 1898 : « Impressioniste délicat, symphoniste et technicien habile. Paysagiste à la fois subtil et sincère, il sait communiquer aux sites qu’il interprète beaucoup de douceur jointe à une évidente poésie » Lucien Frank fu allievo di Daubigny (uno dei pittori più importanti della « Ecole de Barbizon ») a Parigi dove incontrò anche Manet. Debuttò al « Salon d’Anvers » del 1881. Frank partecipò regolarmente alla « Exposition Générale des Beaux-Arts » di Bruxelles esponendo nel 1881 : « Sous bois » e Environs de Groenendael » ; nel 1887 : « Soleil couchant » ; nel 1893 : « Avril,Tervueren » e « Chemin des loups, Tervueren » ; nel 1897 : « Il neige » (Exposition Internationale de Bruxelles) ; nel 1900 : « Crépuscule », « Mouvement du port, Dordrecht » e « Contrejour, Dordrecht » ; nel 1903 : « Soir d’hiver », « Soir de septembre » e « Crépuscule » ; nel 1907 : « Etang de Valkenburg »,  « Entre chien et loup » e « Rijsoord Hollande » Dal 1882 espose dei paesaggi impressionisti e delle vedute di città della Francia e delle Fiandre al « Salon des Artistes Français » di Parigi. In particolare presentò « Sous bois » nel 1882, « Mai, paysage » nel 1891, «Décembre,Tervueren » e « Chemin des loups,Tervueren » nel 1893. Al Salon del 1901 della « Société Nationale des Beaux-Arts » (Parigi) espose « Crépuscule ». Al « Salon des Beaux-Arts » di Ostenda del 1907 espose 14 dipinti. (Cfr. Lista allegata) Nel 1912, presentò due dipinti all’esposizione : « Sommaire des peintures et sculptures de l’Ecole Contemporaine » presso il «  Musée National du Luxembourg » di Parigi. Dal 1890, Frank lavorò nei dintorni di Tervuren considerata la « Barbizon des peintres belges » . Ma anche la costa belga, i Paesi Bassi, la Francia e la Spagna attrassero la sua attenzione, questi luoghi infatti furono delle fonti d’ispirazione che gli permisero di acquisire uno stile molto personale. I suoi paesaggi chiari e luminosi trasmettono la gioia di vivere all’immagine della sua allegra personalità mentre le sue vedute di città descrivono pienamente la spensieratezza della Belle Epoque. « Lucien Frank semble avoir le travail facile, il voit juste, il varie ses impressions et ,tout préoccupé qu’il soit de variété et de mouvement, il faut convenir qu’il apporte dans cette abondance beaucoup de choix, de goût et de discernement » scrisse Georges Eeckhoudt nel 1913. Descrizione : Il quadro qui descritto rappresenta un’imbarcazione a bassa marea circondata da pescatori. Il dipinto caratterizzato da un tocco vibrante e da una tavolozza materica, mostra la grande abilità di Frank nel rendere gli effetti della luce coinvolgendo l’osservatore nell’atmosfera mutevole e impalpabile della pittura « en plein air ». Opere nei seguenti musei: Bruxelles : Musées Royaux des Beaux Arts de Belgique : « Automne », « Mare à l’automne », « Quai de pêcheurs à Ostende », « En Hollande » ; Ixelles : Museo delle Belle Arti « Avril à Tervuren » ; Tervuren : Musée Hof van Melijn : « Etang à Vossem », « Verger en fleurs à Groenendael », « La rue du Hertenberg à Tervuren » ; Liegi : Musée des Beaux-Arts : « In the Breeze » ; Mons ; Anversa ; Parigi : «Musée d’Art Moderne ; Lyon : Musée des Beaux-Arts : « Les nouvelles de la guerre, Place Bellecour à Lyon » . Bibliografia : E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.4( p.501 ) P.& V. Berko e Norbert Hostyn « Seascapes of belgian painters born between 1750 & 1875" Ed. Laconti (p.72) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.587) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (pp. 45-47) Paul Piron "Deux siècles de signatures d'artistes de Belgique" Ed. Art in Belgium (p.264) Serge Goyens de Heusch "L'impressionisme et le fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp.59,112,113,115,455) Herman De Vilder-Maurits Wynants « L’Ecole de Tervueren » ASBL Les Amis de l’Ecole de Tervueren 2000 (pp.235-236) Stato di conservazione : ottimo

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Arthur Navez (Anversa 1881-1931)

Arthur Navez (Anversa 1881-1931)

Piccolo scolaro

Olio su tela cm 73 x 99


Certificato di autenticità. Arthur Navez (Anversa 1881-Ixelles 1931) « Piccolo scolaro» olio su tela (cm 73 x 99) (cm 98 x 124 con cornice) Firmato in basso a destra: Navez Pittore di figure, di scene d’interno, di paesaggi e di nature morte, Arthur Navez nacque ad Anversa il 17 marzo 1881. La sua vocazione d’artista emerse in tenera età infatti a soli 11 anni egli superò con successo l’esame di ammissione all’Istituto delle Belle Arti di Anversa. A 19 anni frequentò per un anno l’Accademia di Bruxelles poi si trasferì a Parigi dove fu subito ammesso alla “Ecole des Beaux-Arts” presso l’atelier di Jean Léon Gêrome. Durante il suo soggiorno parigino che durò sette anni, Navez perfezionò il suo stile visitando le gallerie d’arte moderna e il Louvre particolarmente attratto da Fouquet,Clouet, Chardin, Watteau, Rembrandt,Manet,Degas. Debuttò con uno stile realista prossimo alla pittura di Manet e di Degas per evolvere intorno al 1910 verso una resa sintetica collocandosi all’interno del movimento: “Le Fauvisme Brabançon”. Nel 1907 tornò a Bruxelles dove lavorò senza tregua per tutta la sua vita perseguitato dalle difficoltà materiali in quanto era già padre di un bambino e sua moglie soffriva di tubercolosi. Nel 1908, Navez espose al Salon annuale del movimento artistico “Le Sillon” presentando un ritratto di suo figlio pubblicato nel catalogo dell’esposizione. Dal 1917, lo stile del pittore mutò in modo significativo. Influenzato da Cézanne egli si dedicò ad una pittura più strutturale quasi ad arrivare ad un cubismo figurativo. Alle esposizioni del “Cercle Artistique”di Bruxelles del 1923, del 1926 e del 1929 dove l’artista presentò prevalentemente delle nature morte ,egli riscosse un enorme successo. Dopo il 1923, Navez dipinse quasi esclusivamente delle nature morte dalle tonalità sobrie e dalla pennellata estremamente materica. La critica scrisse: “Les natures mortes qu’Arthur Navez nous montre aujourd’hui sont harmonieuses , opulentes et faites de matière consistante et de formes précises, elles portent la marque d’une sensibilité individuelle et bien de notre temps par le choix des sujets et surtout par la qualité de la couleur, par sa fraîcheur et sa subtilité, par les sonorités délicates où tant de sensations s’accordent. Nel 1932, nell’ambito del “Salon du Printemps” di Bruxelles, fu organizzata una sua importante retrospettiva. Charles Vildrac scrisse nella sua monografia: “Pourvu d’un métier admirable et de mieux en mieux adapté à sa nature, à sa vision, il croit encore que tout art s’applique à traduire,à magnifier, à transposer harmonieusement la vie palpitante, sa grâce et sa splendeur.” “En somme, Navez aspire à la Peinture dans ce qu’elle a d’essentiel et de permanent sans aucun souci des contorsions et des maquillages de la mode.” Descrizione: Questo dipinto, reso con una ricchezza di toni e luce incomparabili, risale chiaramente al periodo « Fauve » di Navez (circa 1910) Cogliendo pienamente lo spirito dei Fauvistes Brabançons, che ricercavano nei gesti semplici del nostro quotidiano la gioia di vivere , l’artista rappresenta all’interno di una stanza colma di oggetti familiari , un bimbo intento a fare i compiti. (Dato che in questo periodo il figlio di Navez aveva l’età del bimbo rappresentato e che quest’ultimo assomiglia molto a “Enfant au coq”del 1913, potrebbe trattarsi di un ritratto del proprio figlio.) Ogni elemento ,trattato da protagonista, occupa e definisce lo spazio pittorico con prorompente personalità. La composizione del quadro è sapientemente studiata ed esiste un rapporto intimo tra gli oggetti dipinti che per contrasto o similitudine di forme e colori si richiamano l’un l’altro. Questo calibrato gioco di linee, colori, luce e volumi che va oltre il soggetto raffigurato ha sull’osservatore un potente effetto emotivo. Opere presenti nei seguenti musei : Museo di Anversa, Gand, Ixelles e Liegi. Bibliografia : Charles Vildrac “Arthur Navez” Editions Pierre Tisné Paris 1949. Serge Goyens de Heusch "L'Impressionisme et le Fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp. 331,346,355,406,417,426,433,440) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles » Ed. Art in Belgium (p.217) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (pp. 421-422) Stato di conservazione : buono (Il dipinto è stato rintelato) In fede:

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Medard Maertens (1875-1946)

Medard Maertens (1875-1946)

Ritratto di bimbo

Olio su tela


Certificato di autenticità: Certificato di autenticità: Médard Maertens ( Koolskamp 1875- Bruxelles 1946) “Ritratto del figlio dell’artista” Firmato e Datato in basso a sinistra: Maertens.Méd: 21-7-(19)20 olio su tela (cm 24 x 34 ) Pittore, disegnatore e grafico, di paesaggi, figure ,nudi e scene d’interno. Maertens seguì i corsi di disegno presso le accademie di Tielt e di Roulers poi, durante il servizio militare, presso l’accademia di Anversa. Nel 1899, l’artista si trasferì a Woluwe-Saint-Lambert dove incontrò Jan Cockx, Henri François Ramah, Albert François Mathys e Ferdinand Schirren considerati i pittori più significativi del “Fauvisme Brabançon”. Maertens espose per la prima volta nel 1908, nell’ambito del circolo artistico “Doe stil voort” , presentando delle opere luministe. Lo stesso anno, partecipò al Salon di Gand e in seguito al “Salon des Indépendants” di Parigi. (Il circolo “Doe stil voort” fu fondato dal musicista Paul Gilson e dagli scrittori Paul de Mont ,Willem Gijsels e August Vermeylen per promuovere le arti e le lettere organizzando delle esposizioni. Dal 1910, Maertens evolse verso un “Fauvisme personnel”, dai contorni neri e dai colori vivaci e contrastanti come dimostra il dipinto qui descritto. Nel 1912, entrò a far parte del movimento “Fauvistes Brabançons” (1906-1923). Ispirati da Ensor, Van Gogh e Cézanne, questi artisti proposero una pittura dall’intenso potere espressivo sedotti dalla composizione sintetica e costruttiva, dai colori puri ed inediti e dalla libertà di forma. Maertens partecipò alle esposizioni della “Libre Esthétique”, associazione artistica belga d’avanguardia fondata a Bruxelles nel 1894 da Octave Maus. Il punto di forza di questa associazione era l’internazionalizzazione dell’estetica contemporanea. La partecipazione degli artisti stranieri era così importante che il critico francese Gustave Geffroy scrisse: “Ce n’est pas d’art belge qu’il s’agit mais d’un commencement d’art européen en Belgique, d’un rendez-vous donné dans une grande ville aux différentes formes de pensée qui parcourent le monde civilisé…” Maertens espose inoltre nelle mostre organizzate da “Art Indépendant”, fu membro del movimento “L’effort” e del circolo “Le Sillon” e del “Cercle des XV”. Durante il primo conflitto mondiale, Maertens combatté come volontario sul fronte dell’Yser e nel 1917 conobbe la sua futura moglie, Marthe Guillain, infermiera di guerra e artista “fauve”. Nel 1920, la famiglia Maertens si trasferì a Parigi dove entrò in contatto con i maestri d’avanguardia dell’epoca come Soutine, Valadon, Léger, Vlamynck e il loro studio di Nogent-sur-Marne divenne un punto di riferimento per gli artisti belgi in Francia. Intorno al 1930, egli fece un viaggio in Turchia, poi nel 1932 tornò in Belgio. Descrizione: Il dipinto qui descritto , che risale al 1920, rappresenta il figlio dell’artista che egli ritrasse in altri quadri in braccio alla madre. (cfr.foto in allegato) L’opera che presenta tutte le caratteristiche del periodo “Fauve” del pittore, colpisce l’osservatore per la straordinaria forza espressiva del bimbo. Opere presenti nei seguenti musei: Bruxelles: Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Fondation de l’art belge contemporain; Anversa, Ixelles , Ostenda, Grenoble: Museo delle belle arti: “La pose”. Bibliografia : “L’impressionisme et le fauvisme en Belgique” Musée d’Ixelles 12 octobre-16 décembre 1990 (p.286,287,288,289) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.107) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (pp. 328-329) Serge Goyens de Heusch "L'impressionisme et le fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp.302,316,328,332,333,350,351,366,369,382,384,385,397,398,417,422,423,428,429,433) Stato di conservazione: buono

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Fernand Toussaint (1873-1955))

Fernand Toussaint (1873-1955))

Ritratto di giovane donna

Olio su tela cm 72 x 90 ( cm 82 x 100 con cornice)


Certificato di autenticità. Soggetto : «Ritratto di giovane donna » Olio su tela (cm 72 x 90) Firmato : F.Toussaint Fernand Toussaint (Bruxelles 1873-Ixelles 1955) Cresciuto in un ambiente agiato e culturalmente elevato, presto si intuì di dover incoraggiare il talento del giovane artista cosicché a soli 15 anni divenne l’allievo di Jean Portaels presso l’Accademia di Bruxelles. A 18 anni, si trasferì a Parigi dove terminò gli studi e conobbe l’arte di Nicolas Lancret con le sue frivole marchese e di Maurice Quentin Latour con la sua indimenticabile « Madame de Pompadour ». Influenzato da questi maestri abili nell’andare oltre la bellezza della donna per svelarne i suoi segreti, Toussaint si dedicò con passione alla ritrattistica, soggetto nel quale seppe dimostrare il meglio di sè tanto da essere definito da Mario de Monchi : « Le maître incontesté de la grâce et du charme de la femme ». Non solo, il suo splendido ritratto di donna « Printemps » (foto in allegato) gli valse la Medaglia d’oro al Salon des Artistes Français del 1929 e il successo del quadro fu così grande che « L’illustration », la nota rivista parigina dell’epoca, gli consacrò un numero speciale pubblicando l’opera a colori. « Faut-il ranger dans le genre ou le portrait ce « Printemps » de M. Toussaint bien composé, coloré, chaudement peint? La fantaisie dans la tradition flamande ne s’éloigne jamais beaucoup de la réalité. Pas d’autres symboles qu’une figure assise , avec les attributs féminins de la saison nouvelle, la robe légère, les fleurs du chapeau, le châle qu’on rejette des épaules et, dans le regard fixe sur la vie, le secret d’un cœur.” Article de Jacques Baschet: “Le Salon” L’Illustration, 11 mai , 1929, N77 n°4497. Artista dal gusto aristocratico e raffinato, eccelse anche nella raffigurazione di nature morte e paesaggi. Oltre alle rose, le sue preferite, dipinse numerose composizioni floreali dal tocco delicato e sensuale. « Les pois de senteur » (Foto in allegato) Dalle sue passeggiate solitarie immerse nella natura nacquero invece dei paesaggi semplici intrisi di sentimento. Camille Lemonnier , dal 1906, lo collocò con Constant Permeke e Adrien Le Mayeur tra i pittori « qui élargissent les horizons du paysage rustique et familier ». Toussaint, perfetto gentleman, amò e fu amato da Parigi ma fu attratto anche da Londra e dall’Inghilterra, patria di grandi maestri quali Georges Romney , Il Fragonard inglese, Thomas Lawrence, Joshua Reynolds, Thomas Gainsborough che gli svelarono il fascino poetico e sentimentale della donna inglese. Scrissero di lui : « I suoi quadri rappresentano un’epoca nella quale la bellezza e il pudore della donna erano ancora al posto d’onore. Anche i suoi nudi sono pervasi da una grande delicatezza. » Pittore, acquarellista e illustratore , la sua affiche « Le Sillon » fu pubblicata in « Les maîtres de l’affiche » (1895-1900) (Foto in allegato) Fu membro del gruppo : « Le Sillon » . Partecipò alle Esposizioni della « Libre Esthétique ». Medaglia di Terza Classe al Salon des Artistes Français nel 1901. Oggi giorno le opere di Fernand Toussaint sono ricercate dai più importanti collezionisti d’arte europea postimpressionista. Un artista dallo stile inconfondibile e dal talento riconosciuto a livello internazionale tanto da essere soprannominato :« Le Renoir belge ». Opere presenti nei musei di Ixelles , di Saint-Josse-Ten-Noode (Charlier), di Anversa. Descrizione : Il ritratto monumentale di questa giovane donna seduta ad un tavolino è un meraviglioso esempio di come Toussaint non si limita a raffigurare la bellezza femminile ma egli osserva e studia attentamente la sua modella per cercare di coglierne il suo stato d’animo. Quale sentimento celano quel suo sguardo intimorito e quella mano in tensione in una donna che, dall’abbigliamento « bohémien » e dalla ribelle capigliatura, appare così spavalda ? Verso chi rivolge quegli occhi tanto espressivi ? In un ravvicinato primo piano che conferisce al dipinto una maggiore efficacia introspettiva, Toussaint contrappone alla fisicità significativa della donna la sua fragilità interiore, forse una vulnerabilità sociale. In questo modo, incuriosisce e coinvolge l’osservatore costringendolo ad interrogarsi sulla vera natura della giovane. A rafforzare il forte impatto emotivo del ritratto è la tecnica straordinaria di Toussaint che stende in modo generoso i colori vivaci creando dei contrasti chiaroscurali estremamente suggestivi. Bibliografia : E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund ( Vol 10 :p.251 ) Fernand Toussaint (1873-1956) Patrick et Viviane Berko, Stéphane Rey Collection Berko Norbert Hostyn « Dictionnaire des peintres de fleurs » Ed.Berko (pp.48,49,50,51,371,372,373,374,375 ) « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.521) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (p.262,263,264) Stato di conservazione : ottimo In fede:

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Simone Salassa (1863-1930)

Simone Salassa (1863-1930)

Ritratto Girodo Padre

Olio su tela cm 79 x 98


Certificato di autenticità : Autore : Simone Salassa (Montanaro Canavese 1863- Ivrea 1930 « Ritratto Girodo Padre » Olio su tela cm 79 x 98 Il dipinto fu esposto alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, Esposizione LXIX del 1910 ( n°45) e alla Mostra Commemorativa : « Simone Salassa, pittore canavesano (1863-1930) » dal 30 ottobre al 10 novembre 1963 presso il Centro Culturale Olivetti ( Via Cavour 9, Ivrea) Simone Salassa (Montanaro Canavese 1863- Ivrea 1930) Nato a Montanaro Canavese il 12 marzo 1863, morto a Ivrea il 16 ottobre 1930. Di famiglia assai indigente,seguì i corsi serali di disegno delle Scuole Tecniche Operaie San Carlo di Torino e completò la formazione negli studi dei pittori Reffo, Clara e alle lezioni serali dell’Accademia Albertina. Si dedicò al quadro di genere e al paesaggio. Sin dagli esordi alle mostre torinesi dove nel 1898 espose « Sereno in cielo e tempesta nel cuore » e « Momento di ispirazione », egli si presentò come originale e maturo sperimentatore del linguaggio divisionista , in lui caratterizzato da un marcato chiaroscuro e da una pasta cromatica a forti e minuti rilievi così da rendere luministicamente vibranti le superfici dipinte. Nel 1901, espose alla Biennale Veneziana : « Poesia autunnale ». Nel 1906, all’Esposizione di Milano, inviò « Cristo e Satana » e « Mattino dalla vetta di Monbarone » Fu per alcuni anni socio della Promotrice di Torino, e nel 1902 presentò a quella Quadriennale : « Caccia nella palude » e « Mesto idillio » ; nel 1908 « Lago di Sirio presso Ivrea » ; « Il castello di Reppolo » ; « Natura ridente » ; « Ritratto di signora » e sei impressioni. Dedicò gli ultimi anni della sua esistenza, dedita alla pittura e schiva di onori, all’insegnamento dell’arte nel capoluogo del Canavese. Bibliografia: « Simone Salassa : pittore canavesano (1863-1930) » Mostra commemorativa dal 30 ottobre al 10 novembre 1963 Centro Culturale Olivetti Via Cavour 9 Ivrea « Dictionnaire des peintres sculpteurs dessinateurs et graveurs » E.Benezit Vol.9 (p.245) « Dizionario critico e documentario A.M.Comanducci : i pittori italiani dell’800 » Ed. Artisti d’Italia Milano 1934 (p.637) "Il valore dei dipinti dell'ottocento e del primo novecento" Umberto Allemandi & C. Stato di conservazione : buono

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