Jules Charles Aviat (1844-1931)

Jules Charles Aviat (1844-1931)

Plage de Saint Luz

Olio su tela cm 38 x 55


Certificato di autenticità : Jules Charles Aviat (1844-1931) “Plage de Saint Luz” Olio su tela cm 38 x 55 cm 61 x 78 con cornice dorata XIX secolo Firmato e datato in basso a destra: Jules Aviat (18)83 Jules-Charles Aviat, pseudonimo di Jules-Charles Mauperrin, nacque a Brienne-le-Château (Aube) il 26 giugno 1844 e morì a Périgueux il 23 gennaio 1931. Pittore di ritratti, paesaggi e scene di genere. (Figlio di Jean Baptiste Mauperrin, commerciante di grano, e di Marie Marguerite Doux) Dopo la morte del padre, il 6 gennaio 1854, la madre si risposò con Pierre Antoine Aviat, membro di una famiglia borghese di Arcis-sur-Aube e ispettore presso la Compagnia ferroviaria da Parigi a Orléans. Dalla loro unione nacquero due figli, Marie Antoinette e Albert, che diventerà incisore all’acquaforte e si stabilirà a Vendôme. Pierre Aviat diede il proprio cognome a Jules-Charles, che divenne ufficialmente Jules-Charles Mauperrin Aviat. Il fratello minore del patrigno, Auguste Louis Aviat (1819-1876), era pittore paesaggista, disegnatore e fotografo; probabilmente fu grazie all’interesse per il suo lavoro che Jules decise di diventare pittore. Scelse come nome d’arte quello del patrigno, diventando così Jules Aviat. Jules Aviat si recò a studiare a Roma dal 1867 al 1870. Qui incontrò e divenne allievo del direttore dell’Accademia di Francia a Roma, Ernest Hébert, che lo sostenne con i suoi consigli. Rientrato in Francia, fu allievo di Jules-Isidore Lafrance, Carolus-Duran e Léon Bonnat. Insieme a quest’ultimo, a Ernest Hébert e a Pierre Puvis de Chavannes, tutti suoi amici, partecipò alla decorazione del Panthéon. Aviat partecipò regolarmente al "Salon des Artistes Français" dal 1876 al 1924 ottenendo una Menzione Onorevole nel 1878 e una Medaglia di terza classe nel 1887. Egli espose anche al Salon di Mulhouse, di Blois e di Toulouse. (cfr lista in allegato) Alla Esposizione Universale di Parigi del 1889 espose “Graziella” ottenendo una menzione onorevole. Alla Esposizione Universale di Parigi del 1900 espose due dipinti: “Portrait de Melle Rachel W.” e “Portrait de la Comtesse de L.T” Aviat partecipò alla Exposition Municipale des Beaux-Arts; Musée de Rouen esponendo nel 1882: “Portrait”(31) “Portrait” 1884: “Portrait” (28) “Portrait” “La dime” 1886: “Andalouse” (14) 1891: “Portrait de Lemercier” (27) “Jeune fille aux puits” 1893: “Ophélie”(20) 1895: “Portrait” (13) “Baigneuse” Prix du Gouvernement de Rouen nel 1880. Egli espose inoltre al Salon di Saint Quentin del 1884, alla Esposizione di Bordeaux del 1895 e del 1900 e alla Esposizione Internazionale di Bruxelles del 1910. Descrizione: Il dipinto qui descritto, risalente al 1883, potrebbe corrispondere al quadro intitolato: “Plage de Saint Luz” presentato al Salon di Saint Quentin nel 1884. (cfr catalogo) Sotto un cielo lattiginoso, la scena di spiaggia si apre sul mare dalle onde biancheggianti di spuma che si infrangono sulle dune e sul frangiflutti per poi scivolare sulla sabbia. Sulla sinistra, due figure femminili incarnano un momento sospeso nel tempo. La donna seduta, avvolta in un abito rosso caldo e vibrante, regge un ombrellino aperto dal motivo orientale, un chiaro riferimento al « Japonisme » un fenomeno alla moda nella seconda metà del XIX° secolo che si diffuse in occidente grazie alle famose Esposizioni Universali di Londra (1862), di Parigi (1867) e di Vienna (1873). Il suo sguardo, diretto e quieto, stabilisce un dialogo con l’osservatore, come se custodisse un pensiero non detto. Accanto a lei, una seconda figura, eretta e raffinata, osserva l’orizzonte attraverso un binocolo forse nella speranza di scorgere un’imbarcazione da lei attesa. Il suo elegante abito, come quello dell’altra protagonista, riflette perfettamente i canoni estetici dell’alta borghesia dell’epoca. A destra, una barca arenata sulla riva, controbilancia, dal punto di vista compositivo, la presenza delle due signore. L’intera composizione è pervasa da un equilibrio sottile tra immobilità e movimento, tra intimità e vastità. Le tonalità armoniose, le pennellate leggere e la luce diffusa costruiscono un’atmosfera serena e silenziosa, offrendo allo spettatore non un evento, ma una sensazione: quella di un istante trattenuto, fragile e perfetto. Opere presenti nei seguenti musei: Abbeville, musée Boucher-de-Perthes : Sainte Élisabeth de Hongrie soignant un blessé, 1879. Bayonne, musée Bonnat, Marine, 1887 Blois, musée des Beaux-arts du château.: « Portrait de Charlotte Corday » 1899 ? Bordeaux, musée des beaux-arts : Portrait de Paul Bourgès à l'âge de 13 ans, vers 1884. Périgueux, musée d'art et d'archéologie du Périgord : Départ pour la chasse ; Portrait de la mère de Mme Poix ; Portrait d'une jeune femme roumaine ; Portrait du Dr Guibert ; Portrait de Mme Guibert ; Portrait du père de Jules Aviat ; Portrait de la mère de Jules Aviat ; Portrait du Dr Bardy Delisle. Reims, musée des beaux-arts : Portrait du Dr Louis Landouzy. Rennes, musée des beaux-arts : Portrait de Madame Gustave Toudouze, 1883. Rouen, musée des beaux-arts : Portrait de Mlle Suzanne Marsa, 1893. Saintes, musée du Présidial : Portrait du comte Lemercier. Troyes, musée Saint-Loup : Les Forgerons ; Portrait de Berthe Bousquet née Caron ; Portrait de Mme Aspasie Caron ; Portrait d'homme. Vendôme, musée de Vendôme : Le Professeur Alban Ribemont-Dessaignes, vers 1909. Vizille, musée de la Révolution française : Charlotte Corday, mort de Marat, 1880. Bibliografia: « Dictionnaire des peintres sculpteurs dessinateurs et graveurs » E.Benezit Vol.1 (p.335) « Dictionnaire des petits maitres de la peinture 1820-1920 » Schurr & Cabanne Les Editions de l’Amateur (pp.44-45) Stato di conservazione : buono: il dipinto è stato rintelato. In fede:

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Rodolphe Wytsman (1860-1927)

Rodolphe Wytsman (1860-1927)

Les champs d'or,soir en Brabant

Olio su tela cm 119,5 x 100,5


Certificato di autenticità.(su richiesta) Rodolphe Paul Wytsman (1860-1927) «Les champs d'or, soir en Brabant)” Olio su tela cm 119,5 x 100,5 Firmato in basso a sinistra: R.Wytsman Rodolphe Paul Wytsman, pittore, pastellista, disegnatore, acquarellista e acquafortista nacque a Termonde (Fiandre Orientali) l’11 marzo 1860 e morì a Linkebeek (Brabante Fiammingo) il 2 novembre 1927. Fu allievo di Jean Capeinick, di Th.Caneel e di J.De Keghel presso l’Accademia di Belle Arti di Gand (1873-75) poi studiò con J.Portaels , J.Stallaert e J.Van Severdonck presso l’Accademia reale di belle arti di Bruxelles, dove entrò in contatto con il circolo L’Essor frequentato da Henri Permeke, James Ensor e molti altri artisti.

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Frantz Charlet

Frantz Charlet

Interno con biliardo

Olio su tela cm 46 x 38


Certificato di autenticità. Frantz Charlet (1862-1928) " Interno con biliardo " olio su tela (cm 46 x 38) (cm 73 x 65 con cornice dorata XIX secolo) Firmato   in basso a sinistra: Frantz Charlet Sul retro appare una traccia di una vecchia etichetta espositiva. Frantz Charlet (1862-1928) Pittore e acquarellista impressionista di ritratti , paesaggi e scene di genere, nacque a Bruxelles nel 1862 e morì a Parigi nel 1928. Charlet fu allievo di J.Portaels all'Accademia delle Belle Arti di Bruxelles , poi trasferitosi a Parigi, seguì l’insegnamento di Jules Lefebvre, Carolus Duran e Jean Léon Gérome che gli trasmise il suo amore per l’oriente incitandolo a visitare l’Africa. Nel 1883, intraprese così un lungo viaggio in Marocco dove raggiunse l’amico Théodore Van Rysselberghe. Affascinato dal calore e dalla luce del posto, si dedicò alla pittura di soggetti orientalisti. Al suo ritorno in Francia, nel settembre dello stesso anno , organizzò un’esposizione al « Palais des Beaux-Arts » di Bruxelles dove presentò dieci quadri orientalisti che furono lodati dalla critica e molto apprezzati dal pubblico. Dopo un altro soggiorno in Marocco durato due anni, Charlet visitò l’Olanda dove conobbe la tipica « atmosphère brumeuse » del Nord che descrisse con grande sentimento soprattutto nelle sue marine. Nel 1890, l’artista tornò a Bruxelles dove dipinse essenzialmente dei paesaggi e delle marine locali. Egli fu uno dei primi pittori del Belgio a sperimentare nelle sue opere tonalità più chiare e un tocco libero, pieno di vitalità, avvicinandosi così all’impressionismo francese. Nel 1884,con Ensor e Rysselberghe, fondò il gruppo: "Les XX" , movimento artistico d'avanguardia che promuoveva l'arte moderna attraverso incontri ed esposizioni a cui erano invitati anche importanti artisti stranieri. Tra gli ospiti della prima mostra del 1884 dove Charlet espose tre dipinti (“Départ pour le marché”, “Portrait de Mlle d’H”, “L’enterrement qui passe”) figuravano Auguste Rodin, John Singer Sargent e James McNeill Whistler. Nel 1887 furono invitati, tra gli altri, Georges Seurat, Berthe Morisot e Camille Pissarro. Nell’autunno del 1888 entrarono a far parte del gruppo Henri de Toulouse-Lautrec, che non aveva mai partecipato prima a una grande esposizione, nonché Henry van de Velde e Georges Lemmen (1865–1916). Nel 1890 furono esposti sei dipinti di Vincent van Gogh. Il gruppo era formato da venti artisti alla continua ricerca di una forma d'arte nuova, fiera e libera. Voce del gruppo fu la rivista « L’art moderne ». Il merito del circolo “ Les XX” consiste nell’aver riconosciuto precocemente l’importanza di numerosi artisti destinati a diventare celebri e nell’aver offerto loro una piattaforma di visibilità. Lo scambio stimolato dalla “Société des Vingt” contribuì a fare di Bruxelles, in quegli anni, un importante centro dell’arte moderna. Alla VI° Exposition des XX del 1889 Charlet espose « Portrait » A Parigi dove la famosa Galerie Georges Petit organizzò due mostre individuali (1906 e1908), Charlet si rivelò un virtuoso cronista della vita mondana con una particolare attenzione alle corse di cavalli. Considerato uno dei pittori più importanti della Nuova Scuola Belga, Charlet partecipò a numerose esposizioni : L’artista partecipò ai “Salons Triennaux” di Gand, Anversa e Bruxelles considerati una vetrina molto importante a livello internazionale. Queste rassegne di arte contemporanea erano oggetto di forte interesse da parte del pubblico e spesso teatro di accese discussioni estetiche. Debuttò al Salon di Gand del 1877, a soli 15 anni, esponendo una natura morta poi presentò: nel 1883: 140 : “Les faucheurs, Ardennes” 141 : “L’enterrement qui passe” dove ottenne una medaglia d’oro. nel 1892: 130 : “Dimanche” 131: “Bebé” nel 1899: 90: “Le pêcheur” Alla « Exposition Universelle et Internationale » di Gand del 1913 espose « Le Bourgmestre et sa famille » Al « Salon d’Anvers » del 1891 espose: “Jeune mère arabe berçant son enfant” e “Ciseleur arabe” Alla « Exposition Générale des Beaux-Arts » di Bruxelles espose: nel 1881 : « Fugitifs Gaulois” ; nel 1887 : « Soleil couchant » ; nel 1893 : « Jeunes Arabes ; nel 1897 : « Noces d’or » e “Portrait” (Exposition Internationale de Bruxelles) ; nel 1900 : « Le marché aux fromages à Alkmar Hollande” ; nel 1903 : « La famille ” ; nel 1914: « Au poteau », « Au pesage », « A la pelouse » L’artista partecipò alla mostra della “Libre Esthétique” del 1908, “Salon Jubilaire” esponendo a fianco di Renoir, Monet, Degas, Bonnard, Claus, Signac,… Durante una mostra collettiva del “Cercle Artistique et Littéraire di Bruxelles” (fine anno 1904-1905) espose diverse opere sotto il titolo "Souvenirs du Littoral”. A livello internazionale, Charlet espose a Parigi: « Salon des Artistes Français » dal 1881 al 1896 ottenendo una Menzione Onorevole nel 1884 e una medaglia di terza classe nel 1885 con « Les fileuses : Maroc » e alle esposizioni della Société Nationale des Beaux-Arts dal 1897 al 1914. (cfr. lista in allegato) Mostra individuale presso la prestigiosa Galleria Georges Giroux nel 1925. Ostenda : Salon del 1894 con « Cabaret flamand » Berlino : Ausstellung Belgischer Kunst del 1908 con « L’orologio d’oro » (27) Venezia : VIII Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia del 1909 con « Raggio di sole » e « La culla » Membro fondatore del "Cercle des Beaux-Arts d'Ostende" nel 1894 e del movimento "L'Essor" Membro della Société Nationale des Beaux-Arts dal 1903. Nel 1906, con Khnopff e Stacquet, egli fondò "La Société Internationale de la Peinture à l'eau". Descrizione: Il dipinto qui descritto raffigura un interno di straordinaria eleganza, dove ogni elemento concorre a costruire un’atmosfera di sofisticata intimità borghese. Nella stanza in primo piano, la “boiserie” dai motivi floreali, il prezioso tappeto e gli arredi dorati, in particolare una “console” finemente intagliata e due seggioline dalle linee sinuose sono trattate da tonalità pastello attraverso una pennellata a piccoli tocchi che crea sapienti vibrazioni luminose. Mentre nella sala oltre la porta socchiusa, cattura l’attenzione dell’osservatore la suggestiva presenza di un biliardo . Il suo piano verde acceso costituisce un punto focale cromatico, bilanciato dalla lampada sospesa. Il contrasto tra la luminosità diffusa del primo ambiente e l’illuminazione più raccolta della sala del biliardo genera profondità spaziale e una raffinata articolazione prospettica. Opere nei seguenti musei: Parigi :Musée d’Orsay : « La vieille armoire », Cabinet des Estampes. Bruxelles :Museo Reale delle Belle Arti del Belgio : « La femme du pêcheur » (acquarello ), « Terrasse au Jardin des Tuileries » Museo di Ixelles : « La plage d’Ostende » Gand :Museo delle Belle Arti : « Place Rogier à Bruxelles », « Case dorate nel borgo di Bruges »  Anversa : Museo Reale delle Belle Arti : « Veuf » Art Institute of Chicago Georgia : Oglethorpe University Museum : « Bambini che giocano » . Bibliografia : Serge Goyens de Heusch "L'impressionisme et le fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp. 59,69,75-90,93-97,102-106,166, 190,191,217.) E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.2 ( p.674 ) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.209) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (p.172-173) Stato di conservazione : 0ttimo

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Paul Emile Chabas (1869-1937)

Paul Emile Chabas (1869-1937)

Giovane bagnante Lago d'Annecy

Olio su tavola cm 45,5 x 55


Certificato di autenticità :(su richiesta) Paul Emile Chabas (Nantes 1869- Parigi 1937) « Giovane bagnante (Lago d’Annecy)”   Olio su tavola cm 45,5 x 55 Firmato in basso a destra: Paul Chabas Pittore ed illustratore francese , nacque a Nantes il 7 marzo 1869, morì a Parigi il 10 maggio 1937. Paul Emile Chabas, fratello minore del pittore Maurice Chabas (1862-1947) , fu l’allievo di Bouguereau e di Robert Fleury.

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Victor Lagye 1870

Victor Lagye 1870

Giovane pittrice sul bordo del fiume

Olio su tela cm 68 x 59


Certificato di autenticità.(su richiesta) Victor Lagye (Gand 1825-Anversa 1896) “Giovane pittrice sul bordo del fiume” “Olio su tela cm 68 x 59 Firmato in basso a sinistra V.Lagye Datato 1870 Victor Lagye nacque il 20 giugno 1825 a Gand e morì il 2 settembre 1896 ad Anversa. Pittore e illustratore , noto soprattutto per i suoi dipinti di genere e le sue scene storiche. Victor Lagye studiò all’Accademia di Gand, dove uno dei suoi insegnanti fu Théodore-Joseph Canneel, poi all’Accademia di Anversa sotto la direzione di H.Leys.

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Henri Gaston Darien Paris 1891

Henri Gaston Darien Paris 1891

Au crépuscule,quai du Louvre

Olio su tela 76 x 156


Certificato di autenticità : Henri Gaston Darien (Paris 1864-1926) « Au crépuscule, quai du Louvre  » Olio su tela cm 76 x 156 Firmato in basso a destra: H.Darien Datato e situato : Paris (18)91 Figlio di un negoziante e fratello dello scrittore Georges Darien (1862-1921), Henri Gaston Darien nacque a Parigi l’8 gennaio 1864, morì a Parigi il 7 gennaio 1926. Allievo di J.Lefebvre e di Antoine Guillemet, Darien debuttò al  “Salon des Artistes Français” nel 1886 e partecipò regolarmente alla prestigiosa manifestazione fino al 1914. L’artista espose inoltre al “Salon de l’Union Artistique” di Toulouse dal 1888 al 1908, al Salon di Mulhouse, al Salon di Honfleur, al Salon d’Epinal , al Salon di Besançon, al Salon di Nancy, alla “Exposition régionale” di Remiremont,… (cfr. lista in allegato) L’artista rappresentava spesso delle vedute di Parigi in inverno mentre durante la stagione estiva si trasferiva a Bénouville ,in Normandia,dove dipingeva delle marine. Darien ottenne una Menzione onorevole nel 1889, una Medaglia di terza classe nel 1897, Premio Raigecourt -Goyon 1897 ,una Medaglia di seconda classe nel 1899 e una medaglia di bronzo all’Esposizione Universale del 1900. Nel 1910, fu nominato “Chevalier de la Légion d’Honneur” Descrizione: Il dipinto qui descritto raffigura una suggestiva veduta di Parigi al crepuscolo. Il quadro risale al 1891, periodo durante il quale Darien presentò al “Salon des Artistes Français” tre dipinti dal soggetto simile: “Après la pluie, quai Malaquais à Paris” (1888), “Crépuscule, quai Malaquais à Paris” (1889), “Le quai du Louvre à Paris” (1890). Questo in particolare potrebbe corrispondere al dipinto intitolato “Au crépuscule, quai du Louvre” presentato alla Esposizione Universale di Parigi del 1900. Opere presenti nei seguenti musei : Musée d’Auxerre: “En forêt” Fécamp: Musée des Pêcheries :“La criée à Fécamp” Bibliografia: « Dictionnaire des peintres sculpteurs dessinateurs et graveurs » E.Benezit Vol.3 (p.363) Stato di conservazione: ottimo

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Pieter Gorus (1881-1941)

Pieter Gorus (1881-1941)

Reflets d'automne

Olio su tela cm 91 x 105


Certificato di autenticità. Pieter Gorus (1881-1941) “Reflets d’automne” Olio su tela cm 91 x 105 Firmato in basso a destra :Pieter Gorus Pieter Gorus, nacque il 23 febbraio 1881 a Termonde e morì a Grembergen il 14 maggio 1941. Pittore della Scuola di Termonde, raffigurò principalmente marine, paesaggi (in particolare le rive della Schelda) e fiori attraverso l’applicazione ricca e materica del colore (pittura grassa), una caratteristica distintiva della scuola sopra citata. Paesaggista dalla forte personalità, dipinse “en plein air” evolvendo dal neo romanticismo di Rosseels al realismo impressionista e luminista. Dopo gli studi umanistici all’Heilige Maagdcollege di Termonde, Gorus intraprese, per volontà del padre, degli studi di ingegneria mineraria che presto abbandonò per dedicarsi alla pittura. Presso l’ Accademia di Termonde dove si formò sotto la direzione di Franz Courtens (1854-1943), Jacques Rosseels (1828-1912), Ferdinand Willaert (1861-1938) e Isidore Meyers (1836-1917), Gorus incontrò Herman Broeckaert con il quale condivise l’atelier di Weert (1901) insieme a T.van Os e Léon Spanoghe. Nel 1905 si trasferì a Saint-Amand con i pittori Léon Spanoghe e Herman Broeckaert, formando il “triumvirato Gorus-Spanoghe-Broeckaert” che appartiene alla seconda generazione della Scuola di Termonde. La Scuola di Termonde designa, allo stesso tempo, il centro geografico e spirituale di una colonia di pittori paesaggisti attivi a Termonde ( Fiandre Orientali, Belgio) e il loro desiderio di lavorare “en plein air e dal vero” a partire dagli anni 1860 fino al 1940 circa. Rappresentata da due generazioni di artisti, la Scuola di Termonde trae la propria filiazione dall’impressionismo. L’impressionismo belga si colloca tra il 1880 e il 1905. La corrente detta luminismo, alla quale appartiene Gorus, si sviluppa invece tra il 1905 e il 1930. Nel 1914, dopo la devastazione di Termonde da parte dell’esercito tedesco, Gorus e la sua famiglia si trasferirono temporaneamente nella campagna di Overmere-Donk. In seguito l’artista si stabilì in una casa con un ampio studio a Zele, lungo il fiume Schelda. Dal 1908 al 1925, Gorus fu nominato professore di disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Termonde. Ricezione critica Nel marzo 1922, in occasione di una sua esposizione alle “Galeries Boigelot” di Bruxelles, il critico del quotidiano “L’Indépendance belge” scrisse che Pieter Gorus era un paesaggista dalla forte personalità, capace di unire vigore e delicatezza, di evocare aspetti sottili e fuggevoli della realtà con una struttura solida. La sua pittura, pur radicata nella tradizione fiamminga, si distingueva nettamente da quella degli altri artisti della regione. Sensibile allo stile e alla varietà infinita degli accenti della luce, sapeva creare visioni quasi epiche, in cui terra, alberi, nuvole e raggi luminosi contribuivano a creare una luce esaltata. “ Pieter Gorus est un paysagiste chez qui se dessine une forte personnalité, une nature de peintre capable d'accorder la vigueur à la délicatesse, d'évoquer les expressions subtiles et les aspects fugitifs en de la réalité consistante, en des pages à la forte structure […]. M. Pieter Gorus qui peint dans le beau pays de Termonde, où tant de vigueur se pare de tant d'insaisissables effets et où l'atmosphère colorée semble quelquefois palpable, est attentif à toutes ces beautés. Pour parvenir à les fixer, il a acquis un métier savant, mais simple, qui n'innove pas. Il peint comme on a toujours peint dans son pays, en belle pâte vibrante où frémit une sorte de fécondité. Pourtant son art est personnel et se distingue nettement de celui d'autres peintres de cette partie de la Flandre. Ce paysagiste est sensible au style ; sa vision synthétise et grandit. Il est sensible aussi à l'infinie variété d'accents de la lumière et sait associer celle-ci au langage du style, en des visions épiques où la terre, les arbres, les nuages et les rayons contribuent à imposer une lumière exaltée. Son “Printemps”, étrange un peu fantastique avec son arbre en fleur dressant sa douce joie dans le drame du ciel d'orage est une œuvre superbe, de grand caractère. Dans son “Matin de septembre”, si simple, si tendrement lumineux, il y a de discrètes béatitudes; dans “Quand la brume se dissipe”aux clartés hésitantes, passe une haleine de fraîcheur virile, mêmes qualités de grandeur, de style, mêmes somptuosités enveloppées et vibrantes, même alacrité dans les “Noyers de la Digue”, dans “Hiver”, dans “Automne sous bois”, dans “Derniers rayons”, dans le vaporeux et tendre “Verger au printemps”, dans le “Lever de lune”” Sin dal suo esordio, Gorus fu notato per il suo stile potente. La critica rimase favorevole per tutta la sua carriera. Nel 1924 la sua arte fu descritta come sana, robusta e sincera, qualità molto apprezzate dal pubblico e dai collezionisti. Pieter Gorus partecipò a numerose esposizioni: Cercle artistique di Termonde nel 1901 : espose 19 quadri tra cui Chapelle à Grembergen, Maison paysanne, Le Temps des corbeaux, Automne, Soleil d'hiver et Maisons pauvres Esposizione del “Cercle De Distel” di Malines nel 1906 Cercle artistique di Termonde (novembre 1906)  Cercle artistique di Termonde (agosto1907) : Après la vie Salon del “Doe Stil Voort”del 1908: Remorqueurs sur l’Escaut Galleria “Salle Taets” di Gand nel 1911 e nel 1912 Esposizione personale alla “Salle Aria” di Termonde dal 31 dicembre 1911 al 8 gennaio 1912. Esposizione personale alla “ Salle des Variétés” di Anversa nel 1912. Esposizione a Liegi, Boulevard de la Sauvenière ( gennaio 1913) “Exposition Universelle et Internationale” di Gand del 1913 Esposizione alla “Salle Taets” di Gand nel 1914 : Croissant, Retour du salut, Allée de peupliers en automne, Verger au printemps, Sous les hêtres,… (Le bien public 1 marzo 1914) “Exposition d'artistes paysagistes” alla “Galerie d’art" di Gand nel 1923 Esposizione alla “Salle Taets” di Gand (aprile 1916) dove espose una dozzina di quadri Esposizione alla “Salle Belfort” di Gand nel 1917. Esposizione personale alla “Salle Taets” di Gand nel 1919 dove espose : Soir de septembre, Kermesse, Automne au printemps , Été, Poisson d'avril, Nuit de Saint-Pierre, … Galeries Boigelot di Bruxelles nel 1922 dove espose: Printemps, Matin de septembre, Quand la brume se dissipe, Noyers de la digue, Hiver, Automne sous bois, Derniers rayons, Verger au printemps et Lever de lune (L’Indépendance belge , marzo 1922) Salon di Gand (XLIIe) del 1922  Esposizione personale presso “La Salle Loquet” Rue des Tanneurs a Bruxelles dove presentò circa 40 quadri tra cui Matinée de printemps, Sentier en automne, Matin sur l'Escaut, La Voile rouge et Clair de lune (Le Matin 1924) Cercle artistique di Termonde del 1926 dove espose diversi paesaggi. Descrizione: In questo delizioso paesaggio autunnale gli alberi, slanciati e sottili, si accendono di gialli dorati e verdi che virano al rame, riflettendosi nello specchio d’acqua. Il cielo, velato e chiaro, filtra una luce diffusa che smorza i contrasti e avvolge tutto in un’atmosfera delicata. Il colore non è soltanto steso, è inciso, quasi scolpito. Le pennellate brevi, dense e nervose trattengono il gesto rapido di chi dipinge all’aperto, inseguendo un istante che muta di minuto in minuto. La tela diventa superficie viva e palpitante, suscitando nell’osservatore una forte emozione. Gorus non costruisce una scena, egli cattura una vibrazione. La luce attraversa la materia, la materia trattiene la luce. E in questo scambio continuo tra riflesso e colore, tra gesto e atmosfera, il paesaggio diventa esperienza sensoriale pura , un attimo d’autunno fissato nella sua fragile, dorata sospensione. Opere presenti nei seguenti musei: Museo di Saint-Nicolas Bibliografia : Benezit Vol 5 (p. 122) "L'Impressionisme et le Fauvisme en Belgique" Serge Goyens de Heusch Fonds Mercator Albin Michel (pp. 238-456 ) « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles » Paul Piron  Ed. Art in Belgium (p.649) « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » Andrée Dessert -Corvol (pp. 103-104) Stato di conservazione : ottimo

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Jules Petillion (1845-1899)

Jules Petillion (1845-1899)

Rue Lafayette, Paris

Olio su tavola cm 35 x 27


Certificato di autenticità : « Boulevard extérieur: rue Lafayette , Paris » olio su tavola su tavola (cm 35 x 27) (cm 65 x 57) firmato in basso a sinistra J.Petillion Iscrizione sul retro: Bd extérieur rue Lafayette Paris Jules Petillion ( Parigi 1845-Créteil 1899) Jules Petillion ( Parigi 1845-Créteil 1899) Jules Petillion (o Petillon) nacque a Parigi nel 1845 e morì a Créteil il 25 settembre 1899. Petillion, noto per la sua precisione e il suo talento nel ritrarre paesaggi urbani e marittimi, fu allievo del celebre pittore Luigi Loir dal quale ricevette una solida formazione affinando presto uno stile artistico personale e distintivo. Egli dedicò una parte significativa della sua carriera a catturare la bellezza e l’essenza di Parigi. Le sue tele raffigurano strade affollate, edifici maestosi e l’atmosfera unica della vita urbana dell’epoca. Accanto a Parigi, la Normandia fu per lui una fonte inesauribile di ispirazione. Si recava spesso in luoghi come Tréport e il Cotentin, cogliendo con maestria l’incanto dei paesaggi costieri. Anche le rive della Loira esercitarono su Petillon un fascino ricorrente. Attratto dal placido scorrere del fiume e dai pittoreschi scenari che lo circondano, seppe rappresentare con abilità i diversi scorci che si susseguivano lungo le sue sponde. Jules Petillon espose le sue opere in numerose manifestazioni consolidando la sua reputazione di artista di grande talento e conquistando critici e collezionisti. Nel 1875, debuttò al « Salon des Artistes Français » la prestigiosa esposizione alla quale partecipò regolarmente fino al 1899. Dal 1885 espose al “ Salon de l’union Artistique” di Toulouse , nel 1893 al Salon di Besançon, nel 1895 alla Esposizione di Blois, nel 1899 al Salon di Honfleur. (cfr. lista in allegato) Una sua opera è conservata alla « Galerie Roussel » a Louviers. Descrizione : Petillion raffigura Rue Lafayette, all’altezza del “Boulevard extérieur”, un soggetto popolare per molti degli artisti più influenti dell’epoca ,interessati a rappresentare la quotidianità della moderna capitale francese. L’andirivieni delle carozze e delle figure restituiscono l’impressione di una vita vivace e pulsante che animava le vie commerciali di Parigi . A rendere la scena particolarmente affascinante è la capacità descrittiva di Petillion che permette all’osservatore di interpretare ogni singolo atteggiamento dei personaggi rappresentati. Bibliografia : « DICTIONNAIRE DES PEINTRES SCULPTEURS DESSINATEURS ET GRAVEURS » E.Benezit Vol. 8 (p.254) « DICTIONNAIRE DES PETITS MAITRES DE LA PEINTURE 1820-1920 » Schurr & Cabanne Les Editions de l’Amateur (p.585) Stato di conservazione : ottimo

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Léon Tanzi 1879

Léon Tanzi 1879

Enfants sur le sentier, Argenteuil

Olio su tela cm 45 x 81


Certificato di autenticità : Léon Louis Antoine Tanzi (Parigi 1846- Blida 1913) «Enfants sur le sentier, Argenteuil» olio su tela (cm 45 x 81) firmato, datato e situato in basso a destra L.Tanzi 1879 Argenteuil (Mazagran) Léon Tanzi, pittore e illustratore ,nacque a Parigi il 24 maggio 1846 e morì a Blida (Algeria) il 26 agosto 1913. Allievo all’Académie Julian di Parigi di William Bouguereau (1825-1905), Jules Lefebvre (1834-1912) e Benjamin-Constant (1845-1902), l’artista lavorò spesso nel sud della Francia (Provence) e nei dintorni delle “Gorges du Tarn”. Léon Tanzi debuttò al “Salon des Artistes Français” nel 1877 e partecipò regolarmente alla prestigiosa manifestazione fino al 1912. Inoltre espose al “Salon de l’Union Artistique” di Tolosa (1894), all’Esposizione Internazionale di Tolosa del 1887, alla “Exposition de peintres orientalistes français” di Parigi del 1896, al “Salon des réfusés” di Parigi del 1873 e al “Salon d’automne” (1903) (cfr.lista opere esposte in allegato) Nel 1893, Tanzi, incaricato dal Governo , intraprese un viaggio in Algeria e in Tunisia. Tanzi partecipò alla Esposizione Universale di Parigi del 1889 esponendo “Une mare à Valvin” e “La mare de Courtbuisson” , alla Esposizione Internazionale di Bruxelles del 1897 esponendo “Ravin de Telemly (Algérie)” e “Vaux de Cernay” e alla Esposizione Universale di Parigi del 1900 esponendo “Saint-Cucufa”. Opere nelle collezioni pubbliche e private: Parigi, Museo d’Orsay: La sera, 130 × 198 cm. Musée Carnavalet : Les ruines du château de Saint Cloud, 1891 Musée du Luxembourg :La mare de Courtbuisson, le soir Oslo: Museo nazionale dell’arte, dell’architettura e del design: Ritratto di donna, 1879 Marsiglia: Veduta del Frioul, deposito del Fondo nazionale d’arte contemporanea. Montfort-l’Amaury, Museo Maurice-Ravel Le Belvédère: Ritratto di Maurice Ravel bambino, 1886. Musée d’Alger: Gorges du Tarn Collezione privata E. Canigiani, Quarrata (PT), Italia: Scena galante Riconoscimenti: Salon des artistes français: 1886: Medaglia d’onore; 1887: Jean Richepin, ritratto; La Mare de Courtbuisson, Medaglia di 3ª classe; Medaglia d’argento alla Esposizione Universale del 1889 e del 1900 Medaglia d’oro alla Esposizione di Anversa Nel 1901, Tanzi fu nominato Cavaliere della Legione d’onore. Descrizione Nel dipinto qui descritto che raffigura due bimbi in un paesaggio dell’Argenteuil (Mazagran) , la campagna si apre allo sguardo con una naturalezza immediata e luminosa, tipica della pittura impressionista. I due bambini lungo il cammino introducono una presenza umana delicata e spontanea. Le loro figure, appena accennate, sembrano colte in un momento autentico di quiete e gioco. Nel cielo, le nuvole scorrono leggere e diffondono una luminosità morbida che accarezza i campi e le colline. È una luce mutevole che non modella rigidamente le forme ma le lascia vibrare nello spazio, immerse in una continua variazione tonale. Il sentiero chiaro e sinuoso diventa l’asse poetico della composizione, esso conduce l’occhio dell’osservatore in profondità, creando un raffinato effetto prospettico. L’intera scena è pervasa da un’atmosfera vibrante, in cui natura e vita quotidiana si fondono armoniosamente. Le pennellate leggere, i verdi umidi dei campi, le trasparenze azzurre del cielo e i riflessi chiari del sentiero costruiscono un equilibrio di straordinaria freschezza visiva. Il dipinto restituisce così non soltanto un luogo, ma la sensazione stessa dell’aria, della luce e del tempo che passa lentamente in una giornata di campagna. Bibliografia : « DICTIONNAIRE DES PEINTRES SCULPTEURS DESSINATEURS ET GRAVEURS » E.Benezit Vol. 10 (p.73) « DICTIONNAIRE DES PETITS MAITRES DE LA PEINTURE 1820-1920 » Schurr & Cabanne Les Editions de l’Amateur (p.688) Stato di conservazione : Il dipinto si presenta in buono stato di conservazione: ( tela originale con un piccolo restauro conservativo in basso a sinistra) In fede:

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Albert André (1869-1954)

Albert André (1869-1954)

Atelier d'artiste

Olio su tela cm 46 x 55


Certificato di autenticità : Albert André (Lyon 1869-Avignon 1954) «  Atelier d’artiste » Olio su tela cm 46 x 55 Firmato in basso a sinistra Albert André Sul retro appare un’ etichetta che dimostra la partecipazione ad una esposizione. Albert André , pittore di paesaggi, nature morte e scene d’interno , particolarmente legato a Renoir e amico di Vuillard, Vallotton ,Bonnard, Valtat, Marquet, Maufra, Monet del quale eseguì numerosi ritratti : “Claude Monet dans son jardin” (1913) è conservato oggi all’Art Institute di Chicago. André nacque a Lione il 24 maggio 1869 e morì ad Avignone nel 1954. Giunto a Parigi nel 1889, a soli 20 anni, entrò all’Accademia Julian dove conobbe Ranson, Valtat e Henri Bataille. Nasceva in quel periodo il “Salon des Indépendants” dove nel 1894 espose 5 quadri : Bateaux sur la Seine; Place St.Jacques, automne; Place St.Jacques,hiver; La Seine dans Paris; Maturité,esquisse; tutti acquistati dal famoso mercante Paul Durand-Ruel. In questa occasione, André fu notato da Renoir del quale divenne un caro amico. A dimostrazione di tale amicizia, André non solo raffigurò il grande maestro impressionista in numerosi quadri, egli pubblicò anche un saggio considerato un autentico viaggio nell’intimità di Renoir: “La lecture nous transporte auprès de Renoir, comme un témoin présent à ses gestes et à ses paroles. Nous le voyons, nous l’entendons.” (Marius Mermillon) Lavorò dapprima a Parigi e Londra per poi trasferirsi nel sud della Francia. Espose al Salon d’Automne dal 1904 e al Salon di Mulhouse. (cfr.lista in allegato) Espose al Salon des Tuileries nel 1923,1924 e 1926. Nel 1908 André espose tre dipinti (Fruits, Guéridon e Artichaut) nell’ambito dell’importante movimento artistico d’avanguardia “La Libre Esthétique” a fianco di Claude Monet, Auguste Renoir, Paul Signac, Emile Claus,… Nel 1924 espose a New York e a Buenos Aires. Partecipò a numerosissime altre esposizioni a livello internazionale . (cfr lista in allegato) André seppe interpretare la lezione degli impressionisti alla ricerca della luce esatta al fine di mantenere l’equilibrio tra ciò che è e ciò che appare. Il critico d’arte E.Faure scrisse: “Témoin curieux de son temps, il s’obstina à faire de la peinture et non des tableaux” Nel 1917, André divenne il conservatore del Museo di Bagnols-sur-Cèze (oggi Museo Albert André) nel quale contribuì ad inserire le opere dei suoi amici Matisse, Bonnard, Vuillard, Angrand, Van Risselberghe, d’Espagnat trasformandolo in uno dei più importanti musei di pittura d’avant-garde della sua epoca. Descrizione: In questo interno intriso di naturale eleganza, ogni elemento raffigurato pare raccontare in modo silenzioso la storia dell’atelier del maestro. “L’oeuvre d’Albert André est un loyal et confiant entretien avec les êtres et les choses dont il fut toujours le meilleur camarade.” (Marius Mermillon) La finestra spalancata dalla quale penetra la luce suggerisce la presenza celata dell’artista. In modo particolare spicca dalla composizione la poltroncina rosa, un oggetto al quale André era probabilmente legato in quanto fu rappresentato in altri quadri. (cfr. disegno in allegato) Opere presenti nei seguenti musei : Francia: Parigi : Musée d’Art Moderne, Musée d’Orsay;  Musée d’art et d’histoire di Saint-Denis; Musée Albert André di Bagnols-sur-Cèze: “La femme en rouge”, “Portrait de Renoir”; Musée “Regards de Provence” di Marsiglia; All’ Art Institute di Chicago è conservato il dipinto: “Claude Monet dans son jardin” (1913); Svizzera: Petit Palais di Ginevra Bibliografia : « DICTIONNAIRE DES PEINTRES SCULPTEURS DESSINATEURS ET GRAVEURS » E.Benezit Vol.1 (pp 173-174) « DICTIONNAIRE DES PETITS MAITRES DE LA PEINTURE 1820-1920 » Schurr & Cabanne. Les Editions de l’Amateur (pp. 30-31) “ALBERT ANDRE” Marius Mermillon Les Ed.G.Crès & C. Stato di conservazione : ottimo.

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Maurice Pirenne (1872-1968)

Maurice Pirenne (1872-1968)

Marguerites

Olio su cartone cm 38 x 46


Certificato di autenticità. Maurice Pirenne ( Verviers 1872-1968) «Marguerites» Olio su cartone (cm 38 x 46) Firmato in alto a destra M.PIRENNE Sul retro appare un’etichetta “La Continentale Menkès” Garde Meubles Breveté (Bruxelles) Maurice Pirenne nacque a Verviers nel 1872. Suo padre era un industriale del settore tessile, che aveva assicurato la prosperità della città dalla fine del XVIII fino all’inizio del XX secolo. Suo fratello divenne il celebre storico Henri Pirenne, mentre Maurice, fin da giovanissimo, si dedicò alla pittura. Antiaccademico, frequentò poco le scuole d’arte, seguì alcuni corsi di disegno ma affinò la propria tecnica e il proprio sguardo viaggiando a Gand, Bruges, Parigi e Bruxelles, dove visitò musei e incontrò numerosi artisti, tra cui Degas ed Ensor. Verso il 1900 tornò nella sua città natale, che non avrebbe più lasciato fino alla sua morte nel 1968. Dal 1910 al 1948 fu conservatore del museo comunale di Verviers, incarico nel quale si adoperò per la difesa del patrimonio locale, continuando al contempo a realizzare decine di opere: dalle grandi tele dei primi anni, che rappresentano in particolare le “Fagnes”, a formati via via più ridotti – oli su tela o cartone ma anche carboncini, pastelli e matite – evocanti gli angoli del vecchio Verviers che andavano scomparendo, sostituiti dall’urbanizzazione moderna: finestre, molte finestre, socchiuse su un balcone, un vicolo, la campagna circostante; scene d’interno, nature morte, mazzi di fiori e alcuni ritratti e autoritratti. Maurice Pirenne è generalmente associato a quella che alcuni definiscono la “Scuola di Verviers”. Si preferisce però parlare degli “Intimisti di Verviers”, una corrente di amici che tendevano a rappresentare paesaggi o scene d’interno in uno stile sobrio, con un tratto delicato, una visione poetica e intima. Tra loro si annoverano Georges Le Brun – amico d’infanzia di Maurice Pirenne, morto giovanissimo nel 1914 durante la Prima guerra mondiale –, Philippe Derchain, Joseph Gérard, Laurent-Léon Herve e altri ancora. Sebbene ciascuno di questi artisti intimisti possieda qualità indiscutibili, Maurice Pirenne appare il più radicale del gruppo nelle sue costruzioni, nei suoi inquadramenti originali, nelle prospettive risolutamente moderne, quasi cinematografiche . Radicale anche nella sua posizione di artista che dipinge solo per sé stesso, senza preoccuparsi di riconoscimenti, esposizioni o vendite. Sarebbe probabilmente caduto nel totale oblio senza la determinazione dei suoi amici, in particolare quella di André Blavier. Direttore della biblioteca di Verviers, ma anche poeta, patafisico, amico di Raymond Queneau con cui intrattenne una ricca corrispondenza, autore di un’opera di riferimento sui “Folli letterari”, Blavier contribuì a far conoscere l’opera di Pirenne organizzando mostre e pubblicando, nel 1954, Maurice Pirenne, 99 riproduzioni di opere del pittore, corredato da una brillante prefazione da lui stesso scritta. Inoltre da alcuni anni, musei (come il Museo di Verviers o il Trinkhall Museum di Liegi) e gallerie (come la Galleria Nadja Vilenne) hanno nuovamente esposto le opere di Maurice Pirenne, molto ricercate anche dai collezionisti. La lucidità dello sguardo di questo artista, il suo modo di cogliere il dettaglio nell’insieme, la sua osservazione minuziosa, il disegno rigoroso ma mai ostentato, le sue centinaia di opere ne fanno – al pari del fratello – uno storico del quotidiano di quasi un secolo (morì infatti a 96 anni). Maurice Pirenne è straordinario proprio perché ciascuna delle sue opere eternizza un frammento di tempo. Esposizioni: Salon de Gand del 1892: “Intérieur”, “Paysage” del 1899: “L’hotel de ville”, “Novembre”, “Intérieur” Exposition des Beaux-Arts/Salon Triennale ( Bruxelles) del 1900: “Le visiteur”,”Maison close” , “Intérieur” del 1903: “Portrait de dame”, “Portrait de jeune fille”, “Paysage” del 1907: “Portrait” (pastel) del 1914: “L’été à Hombiet”, “A Piedvache” X.Esposizione d’Arte della Città di Venezia (1912) Descrizione: Del bianco, del giallo e dell’azzurro , un disegno nervoso, e da questo emerge una deliziosa natura morta composta da un mazzo di margherite, un vaso e un pezzo di stoffa con due nastri blu appoggiati sul lato sinistro del tavolo su cui sono posati questi oggetti. L’insieme è chiaro e questa piccola opera vibra, vive, pur emanando un senso di quiete rassicurante, di silenzio e di semplicità , come da sempre accade nel genere della natura morta, con Chardin e Vermeer come riferimenti essenziali per Pirenne. Opere presenti nei seguenti musei: Bruxelles, Liegi, Verviers e Tournai Bibliografia : E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.8( p.356 ) André Blavier “99 Reproductions d’oeuvres du peintre Maurice Pirenne" Ed.Jean Malvaux Bruxelles 1954 Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.297) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » Vol 3 (p.47) Stato di conservazione : ottimo

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Firmin Baes 1900

Firmin Baes 1900

Viale alberato

Olio su tela/cartone


Certificato di autenticità. Firmin Baes (Saint-Josse-Ten-Noode 1874-Uccle 1943) «Viale alberato” Olio su tela incollata su cartone cm 37 x 51 cm 60 x 74 con cornice dorata XIX secolo. Firmato e datato in basso a sinistra Firmin Baes 1900 Dedicato a Jean Delescluze Firmin Baes nacque il 19 aprile 1874, morì il 4 dicembre 1943. Pittore, pastellista , disegnatore e incisore. Particolarmente abile nell’uso del pastello, dipinse nature morte, scene di genere, ritratti, nudi, paesaggi e interni. Figlio di Héloïse Boly e di Henri Baes pittore, architetto, direttore de “L’Ecole des Arts Décoratifs” di Bruxelles e membro della “Commission des Monuments historiques”. Cresciuto in una famiglia di artisti, anche lo zio Jean-Baptiste Baes era architetto, Baes inizio il suo percorso artistico lavorando con il padre come decoratore. In seguito, egli si formò presso “l’Académie Royale des Beaux-Arts” di Bruxelles sotto la direzione di Léon Frédéric (1888-1894). Dal 1894 al 1900 perfezionò il suo stile presso “l’Académie de la Patte de Dindon” . Si trattava di un’accademia libera dove si tenevano lezioni d’arte, chiamata così in onore di un caffè omonimo situato nella Grand-Place di Bruxelles. Con i collaboratori del padre, Firmin Baes sviluppò una tecnica del pastello su tela descritta nella monografia a lui dedicata curata dalla nipote Georgette Naegels-Delfosse. Tale tecnica permetteva l’applicazione della polvere con la punta del pollice o del mignolo, creando toni discreti o vigorosi e una delicatezza vellutata nelle composizioni. La morbidezza dei suoi pastelli e la sua capacità introspettiva nella resa delle figure gli valsero a partire dal 1915 la commissione di numerosi ritratti della “société” belga. Baes fu Segretario del circolo “Pour l’Art” (Bruxelles 1892-1934) per le esposizioni del quale egli realizzò diversi manifesti . (in allegato la locandina del XXI° Salon ) Questa associazione fu fondata da un gruppo di artisti nell’intento di organizzare mostre con una particolare apertura nei confronti dei pittori stranieri. Nel 1902 Baes sposò Marie Nélis, amica delle sue sorelle Irma e Alice. Ebbero tre figlie. La sua carriera artistica decollò, ottenendo numerosi riconoscimenti sia in patria che all’estero. L’artista partecipò ai “Salons Triennaux” di Bruxelles e di Gand considerati una vetrina molto importante per gli artisti che cercavano di farsi notare per poter vendere le loro opere. Queste rassegne di arte contemporanea erano oggetto di forte interesse da parte del pubblico e spesso teatro di accese discussioni estetiche. Baes partecipò regolarmente alla « Exposition Générale des Beaux-Arts » di Bruxelles esponendo nel 1897 : «  Le retour de l’enfant prodigue» ; nel 1900 : « Les porteuses de trèfle », “Portrait de Mme V.R.” ; nel 1903 : « Le défi » ; nel 1907 : « Les foins »,  « La Bénédicité »; nel 1914: “L’enfant”; Al “Salon de Gand” espose: nel 1913 : “La femme au chou” All’Esposizione Universale di Parigi del 1900 espose : “Le Tir à l’Arc” (Medaglia di bronzo) Inoltre partecipò alla Esposizione Universale di Bruxelles del 1910 e a numerose altre importanti manifestazioni. (cfr.Scheda in allegato) Espose frequentemente a Bruxelles presso la “Petite Galerie” e la “Galerie du Studio” e a Charleroi presso le “Nouvelles Galeries”. Nel 1919, Baes divenne membro della “Société Royale des Beaux-Arts” Nel 1923 fu nominato **Ufficiale dell’Ordine della Corona**. Scrittore nel tempo libero, pubblicò un opuscolo illustrato intitolato “Histoires de peintres racontées et illustrées par Firmin Baes” (Storie di pittori raccontate e illustrate da Firmin Baes), contenente aneddoti relativi a pittori e alle loro opere (pubblicato a Bruxelles nel 1941, Librairie Générale-Cooreman). Descrizione: Il dipinto qui descritto rappresenta un viale alberato dove il susseguirsi dei tronchi conduce abilmente l’osservatore all’interno del paesaggio. Attraverso il suggestivo effetto di luce che penetra attraverso gli alberi per illuminare il sentiero e i fiori in primo piano , Baes mette in mostra la sua nota capacità nel trattare gli effetti luministici. Il quadro risale al 1900, anno in cui l’artista vinse la medaglia di bronzo alla Esposizione Universale di Parigi ed è dedicato a Jean Delescluze, un pittore decoratore che probabilmente Baes conobbe durante la sua prima formazione artistica. A dimostrazione del particolare interesse del pittore nei confronti del paesaggio alberato allego una parte dei numerosi quadri ,raffiguranti lo stesso soggetto, presenti nella collezione del Museo Reale delle Belle Arti di Bruxelles. Opere nei seguenti musei: Bruxelles : Musées Royaux des Beaux Arts de Belgique  ; Ixelles : Museo delle Belle Arti ; Anversa, Charleroi, Ostende, Ypres, Parigi: “Musée d’Orsay” E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.1( p.372 ) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.48) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (pp. 32,34) Paul Piron "Deux siècles de signatures d'artistes de Belgique" Ed. Art in Belgium (p.22) « Dictionnaire des petits maitres de la peinture 1820-1920 » Schurr & Cabanne Les Editions de l’Amateur (p.48) Stato di conservazione : ottimo

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Jules Van De Leen 1925

Jules Van De Leen 1925

Femme à la commode

Olio su tela cm 100 x 120


Certificato di autenticità. Jules Van De Leene " Femme à la commode » olio su tela (cm 120 x 100) firmato e datato in basso a destra  : J.Van de Leene 1925 Il dipinto fu esposto in una personale dedicata all’artista nell’ambito del “Cercle Artistique et Littéraire de Gand” N°4: “Femme à la commode” Questo circolo d’avant-garde fu fondato nel 1879 nell’intento di promuovere l’arte attraverso l’organizzazione di mostre ed eventi. (Catalogo dell’Esposizione in allegato) Pittore e acquerellista di paesaggi, ritratti, nudi, marine, scene d’interno con figure e di nature morte, si formò presso le Accademie di Ixelles e di Bruxelles (1899-1905) sotto la direzione di C.Montald. Dal 1912 al 1913 l’artista si stabilì in Olanda dove poté ammirare le opere di F.Hals e di Vermeer. In quel periodo dipinse numerose vedute innevate delle città che amava come Amsterdam e Hal. Nel 1914, Van De Leene espose alla “Exposition Générale des Beaux-Arts/Salon Triennale” presso il “Palais du Cinquantenaire” di Bruxelles. Tra il 1919 e 1922 trascorse diversi mesi in Francia poi dal 1927 tornò regolarmente nei Paesi Bassi fino al 1930. Nel 1987, fu organizzata una sua retrospettiva presso il “Centre d’Art de Rouge-Cloître”. Come si evince da un articolo (in allegato) apparso nel giornale “Le soir” del 28 gennaio 1995, Van De Leene si lasciò ispirare dal fascino del “Rouge-Cloître” , un antico monastero immerso nella natura che divenne un luogo prediletto da numerosi artisti. Descrizione: Rappresentata di spalle, in piedi davanti ad un cassettone impero, una giovane donna vestita di verde ci introduce nell’intimità della sua stanza. Straordinario è l’effetto luminoso dell’abat-jour che accende uno ad uno tutti gli oggetti posti sopra il comò enfatizzando il loro intenso impatto coloristico attraverso la loro immagine riflessa nello specchio e nel piano di marmo. Estremamente abile nel trattare la luce, Van De Leene immerge il resto della scena nella semi oscurità creando un contrasto chiaroscurale particolarmente suggestivo. Opere presenti nei seguenti musei: Museo delle Belle Arti di Bruxelles, Museo d’Ixelles, Museo di Bruges, Museo di Courtrai, Museo di Pau, Le Caire, Tokyo e Kaunas. Bibliografia : Serge Goyens de Heusch "L'impressionisme et le fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp. 310.) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.566) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (p.309) Stato di conservazione : 0ttimo

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Paul Lecomte (1842-1920)

Paul Lecomte (1842-1920)

Bords du Cher

Olio su tela cm 35 x 65


Certificato di autenticità : Paul Lecomte (Paris 1842-1920) «Bords du Cher » Olio su tela cm 35 x 65 Firmato in basso a destra : Paul Lecomte Pittore ed acquarellista , nacque a Parigi il 25 aprile 1842, morì nella stessa città il 21 marzo 1920. Egli lavorò a Parigi, in Bretagna, in Normandia e nel sud della Francia. Lecomte è considerato uno degli ultimi esponenti di rilievo della “Ecole de Barbizon” Allievo di Emile Lambinet (1815-1877). Egli espose al “Salon des Artistes Français”dal 1868 al 1914 ottenendo una menzione d’onore nel 1882, una medaglia di terza classe nel 1888 e una medaglia di seconda classe nel 1895. Gli venne inoltre riconosciuta una menzione d’onore alla “Exposition Universelle” del 1889 e una medaglia d’argento alla “Exposition Universelle” del 1900. Descrizione: Il dipinto qui descritto corrisponde probabilmente al quadro presentato “HORS CONCOURS” al Salon des Artistes Français del 1907 dal titolo: “Bords du Cher” (Cfr.scheda allegata) Come si evince da una vecchia cartolina, il luogo raffigurato rappresenta infatti una veduta del ponte di Cher situato nella regione Centro Valle della Loira (Francia). Opere presenti nei seguenti musei: Parigi: Musée du Louvre: «Personnages sur une place d’un petit village de pêche” aquarelle,  Musée Carnavalet: “Le quai de l’horloge” » ; Mulhouse: Musée des Beaux-Arts: « Le Pont Neuf” Paris; Gray, Musée Baron-Martin . Bibliografia: « Dictionnaire des peintres sculpteurs dessinateurs et graveurs » E.Benezit Vol.6 (p.521) « Dictionnaire des petits maitres de la peinture 1820-1920 » Schurr & Cabanne Les Editions de l’Amateur (p.455) Stato di conservazione : ottimo

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Ernest Van den Broeck

Ernest Van den Broeck

Al calare della sera

Olio su tela cm 50 x 75


Certificato di autenticità. Ernest Van Den Broucke (1853-1883) «Al calare della sera» Olio su tela (cm 50 x 75) Firmato in basso a destra: E. Van den Broucke  Ernest Van Den Broucke (1853-1883) (Ernest Van den Broeck) Pittore attivo ad Uccle . L’artista partecipò al « Salon Triennal de Gand” del 1877 esponendo “En pénitence”. Nel 1881, Van Den Broeck dipinse “Le local du Serment de Saint-Georges” ou “Grand Serment Royal” . L’opera conservata presso la Maison du roi fu venduta a Bruxelles dalla Galerie Georges Giroux nel 1948. (cfr. scheda in allegato) Descrizione: Nella quiete di una campagna innevata, al calar della sera, una donna con una fascina tra le braccia, torna verso la sua dimora. L’artista sceglie l’ora del tramonto in cui l’atmosfera che avvolge le cose invita ad un più intimo colloquio con l’anima. Mentre il bianco della neve, dal quale spiccano due case e qualche albero, accentua il senso poetico e silenzioso della scena. Il dipinto qui descritto sposa pienamente il pensiero di René Ménard secondo il quale un quadro di paesaggio non sia tanto la rappresentazione di un luogo , quanto l’espressione di un sentimento umano che attinge nella campagna la sua emozione. “Un tableau de paysage ne doit pas être considéré comme la représentation d’un site. C’est l’expression d’un sentiment humain , qui puise des émotions dans la campagne” René Menard: “Gazette des Beaux-Arts” 1870 Bibliografia : « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles » Paul Piron  Ed. Art in Belgium (p.576) Stato di conservazione : Il dipinto è stato rintelato.

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Guillaume Seignac (1870-1924)

Guillaume Seignac (1870-1924)

Un certain regard

OLio su tavola cm 37 x 28


Certificato di autenticità : Guillaume Seignac (Rennes 1870-Parigi 1924) « Un certain regard » olio su tavola (cm 37 x 28) Tavola: Tasset & Lhote Paris firmato e datato in alto a destra G.Seignac 1918 Pittore della “Ecole d’Ecouen”,Guillaume nacque a Rennes il 25 settembre 1870, morì a Parigi il 2 ottobre 1924. (L’Ecole d'Ecouen fu una colonia di artisti insediatasi a Ecouen (Val d’Oise -Ile de France) a partire dagli anni 1860-1870, fondata dal pittore Pierre-Édouard Frère. Riunì diverse decine di personalità provenienti da tutto il mondo, che vi insegnarono e vi praticarono la loro arte e che fecero anche costruire degli “ateliers”. Le opere prodotte appartengono agli stili realistico e naturalista e rappresentano principalmente paesaggi e scene di genere.) Seignac fu un pittore francese la cui cifra artistica si fa leggere sotto la condizione di un paio di inevitabili connotazioni. Per prima, l'influenza di autorevoli maestri del realismo idealizzato, egli fu infatti allievo di Bouguereau,Tony Robert Fleury e Gabriel Ferrier presso l’Accademia delle Belle Arti di Parigi. Seconda, l'appartenenza al mondo dell'accademismo francese d'impeccabile pennellata. È pur vero che Seignac adotta la qualità di tratto del disegno accademico per replicarla con seducente adesione nei soggetti femminili ampiamente prediletti. Seignac espose regolarmente al “Salon des Artistes Français” dal 1897 al 1914. Socio degli Artisti Francesi dal 1901, egli ottenne una Menzione Onorevole nel 1900 e una Medaglia di terza classe nel 1903. Descrizione: Protagonista della composizione è la strabiliante formula comunicativa di uno sguardo in tralice. Solenne e trafiggente, lo sguardo obliquo della donna (che forse non supera il traguardo dell'adolescenza) s'insinua di lato con qualche accenno di compiaciuta consapevolezza. Per quel tanto di curiosità che vi leggiamo, non lo giudicheremo carico d'intenzione, ma piuttosto traboccante di sfumature emotive. Ed è così che Seignac ci rimanda alla multiforme meraviglia della comunicazione umana. Alla lateralità di uno sguardo, alla trama del non detto, alle mezze verità che a null'altro aspirano che d'esser decifrate. (Roberto Belotti)) Opere nei seguenti musei: San Francisco De Young Museum Smith College Museum of Art Phoenix Art Museum Mairie d’Ecouen Bibliografia : « DICTIONNAIRE DES PEINTRES SCULPTEURS DESSINATEURS ET GRAVEURS » E.Benezit Vol. 9 (p.509) Stato di conservazione : ottimo In fede:

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Paul Jean Clays

Paul Jean Clays

L'Escaut aux environs de Flessing

Olio su tela


Certificato di autenticità. Paul-Jean Clays (Bruges 1817-Schaerbeek 1900) «L’Escaut aux environs de Flessing» Olio su tela (cm 39 x 99) Firmato e datato in basso a destra : P-J Clays 1876 Paul-Jean Clays (Bruges 1817-Schaerbeek 1900) Pittore realista di marine e di vedute di porto. Si formò sotto la direzione di Theodore Gudin e Horace Vernet a Parigi. Nel 1839 tornò a Bruxelles dove si stabilì in « Rue de la Paix ,431 ». Nel 1841, diventò il pittore ufficiale di bordo di una nave della « Royal Navy ». Durante questo viaggio visitò l’Inghilterra, le Isole Shetland e dipinse un numero considerevole di opere. Dal 1852 al 1856 visse ad Anversa poi si trasferì nuovamente a Bruxelles. L’artista partecipò ai “Salons Triennaux” di Bruxelles, Anversa e Gand considerati una vetrina molto importante a livello internazionale. Queste rassegne di arte contemporanea erano oggetto di forte interesse da parte del pubblico e spesso teatro di accese discussioni estetiche. Al “Salon di Bruxelles” del 1839, a soli 22 anni, espose una serie di marine acquisite in parte da importanti collezionisti. Nel 1854 espose: “Brouillard du matin sur les bords de l’Escaut” (138) “Rade de Portsmouth” “Temps de grain sur les bancs de la côte de Flandre” Nel 1866 espose: “Une Accalmie, Escaut” (118) “Temps de grain” “Le Rupel” “Calme plat” Nel 1872 espose: “Bassin du commerce à Bruxelles” (108) “Approche de l’orage, calme” “Temps de brise, côtes de Hollande” Nel 1860, Clays era noto come pittore di marine dallo stile romantico realistico influenzato dalla pittura olandese del 17° secolo. Dal 1860 in poi egli evolse verso una pittura dal tocco impressionista con una particolare attenzione alla resa dell’atmosfera. Nel 1863, Lo Stato gli commissionò un dipinto. « The Coast of Ostend » presentato al « Salon de Bruxelles » dello stesso anno. Medaglia d’oro al « Salon de Bruxelles » del 1851. Clays partecipò regolarmente al « Salon des Artistes Français » ottenendo moltissimi riconoscimenti tra i quali la medaglia di seconda classe nel 1862 e nel 1878. (cfr.lista in allegato) Dall'Esposizione Universale di Parigi del 1867 dove ottenne una Medaglia di seconda classe , l’artista fu considerato uno dei migliori pittori di marine dell'epoca. Co-fondatore della "Société Royale Belge des Aquarellistes" (1855) Membro dell'Accademia Reale del Belgio.(1883) Clays fu nominato “Chevalier de l’Ordre de Léopold” Opere nei seguenti musei: Bruxelles : Royal Museum of Fine Arts of Belgique ; Anversa : Royal Museum of Fine Arts , National Marine Museum ; Bruges : Groeninge Museum, The Town Hall ; Gand : Fine Arts Museum ; Liège : Fine Arts Museum, Curtius Museum ; Mons ; Ostende ; Londra : Victoria and Albert Museum, National Gallery ; Amburgo ; Monaco ;Leicester ;New York ; Sheffield ; Nieuport. Bibliografia : E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.3( p.58 ) P.& V. Berko e Norbert Hostyn « Seascapes of belgian painters born between 1750 & 1875" Ed. Laconti (da p.45 a p.55) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.223) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (p.185-186) Schurr & Cabanne « DICTIONNAIRE DES PETITS MAITRES DE LA PEINTURE 1820-1920 » Les Editions de l’Amateur (p.181) Stato di conservazione : buono In fede:

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Lucien Frank (1857-1920)

Lucien Frank (1857-1920)

Effet de lune: la Panne

Olio su tela cm 60 x 84


Certificato di autenticità. Lucien Frank (Bruxelles 1857-Ohain 1920) «Effet de lune: la Panne» Olio su tela cm 60 x 84 Firmato in basso a destra : L. Frank Sul retro, il numero 8053 indica presumibilmente che il dipinto partecipò ad una mostra. Pittore , acquarellista e pastellista impressionista di vedute cittadine, di paesaggi, di marine e di figure. Lucien Frank nacque a Bruxelles il 10 novembre 1857 e morì a Ohain (Francia) il 19 gennaio 1920. Il critico Edouard–Louis De Taye scrisse di lui nell’ambito di un’esposizione del 1898 : « Impressioniste délicat, symphoniste et technicien habile. Paysagiste à la fois subtil et sincère, il sait communiquer aux sites qu’il interprète beaucoup de douceur jointe à une évidente poésie » Lucien Frank fu allievo di Daubigny (uno dei pittori più importanti della « Ecole de Barbizon ») a Parigi dove incontrò anche Manet. Debuttò al « Salon d’Anvers » del 1881. Frank partecipò regolarmente alla « Exposition Générale des Beaux-Arts » di Bruxelles esponendo nel 1881 : « Sous bois » e Environs de Groenendael » ; nel 1887 : « Soleil couchant » ; nel 1893 : « Avril,Tervueren » e « Chemin des loups, Tervueren » ; nel 1897 : « Il neige » (Exposition Internationale de Bruxelles) ; nel 1900 : « Crépuscule », « Mouvement du port, Dordrecht » e « Contrejour, Dordrecht » ; nel 1903 : « Soir d’hiver », « Soir de septembre » e « Crépuscule » ; nel 1907 : « Etang de Valkenburg »,  « Entre chien et loup » e « Rijsoord Hollande » Dal 1882 espose dei paesaggi impressionisti e delle vedute di città della Francia e delle Fiandre al « Salon des Artistes Français » di Parigi. In particolare presentò « Sous bois » nel 1882, « Mai, paysage » nel 1891, «Décembre,Tervueren » e « Chemin des loups,Tervueren » nel 1893. Al Salon del 1901 della « Société Nationale des Beaux-Arts » (Parigi) espose « Crépuscule ». Al « Salon des Beaux-Arts » di Ostenda del 1907 espose 14 dipinti. (Cfr. Lista allegata) Nel 1912, presentò due dipinti all’esposizione : « Sommaire des peintures et sculptures de l’Ecole Contemporaine » presso il «  Musée National du Luxembourg » di Parigi. Dal 1890, Frank lavorò nei dintorni di Tervuren considerata la « Barbizon des peintres belges » . Ma anche la costa belga, i Paesi Bassi, la Francia e la Spagna attrassero la sua attenzione, questi luoghi infatti furono delle fonti d’ispirazione che gli permisero di acquisire uno stile molto personale. I suoi paesaggi chiari e luminosi trasmettono la gioia di vivere all’immagine della sua allegra personalità mentre le sue vedute di città descrivono pienamente la spensieratezza della Belle Epoque. « Lucien Frank semble avoir le travail facile, il voit juste, il varie ses impressions et ,tout préoccupé qu’il soit de variété et de mouvement, il faut convenir qu’il apporte dans cette abondance beaucoup de choix, de goût et de discernement » scrisse Georges Eeckhoudt nel 1913. Descrizione : Il quadro qui descritto rappresenta un’imbarcazione a bassa marea circondata da pescatori. Il dipinto caratterizzato da un tocco vibrante e da una tavolozza materica, mostra la grande abilità di Frank nel rendere gli effetti della luce coinvolgendo l’osservatore nell’atmosfera mutevole e impalpabile della pittura « en plein air ». Opere nei seguenti musei: Bruxelles : Musées Royaux des Beaux Arts de Belgique : « Automne », « Mare à l’automne », « Quai de pêcheurs à Ostende », « En Hollande » ; Ixelles : Museo delle Belle Arti « Avril à Tervuren » ; Tervuren : Musée Hof van Melijn : « Etang à Vossem », « Verger en fleurs à Groenendael », « La rue du Hertenberg à Tervuren » ; Liegi : Musée des Beaux-Arts : « In the Breeze » ; Mons ; Anversa ; Parigi : «Musée d’Art Moderne ; Lyon : Musée des Beaux-Arts : « Les nouvelles de la guerre, Place Bellecour à Lyon » . Bibliografia : E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund vol.4( p.501 ) P.& V. Berko e Norbert Hostyn « Seascapes of belgian painters born between 1750 & 1875" Ed. Laconti (p.72) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.587) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (pp. 45-47) Paul Piron "Deux siècles de signatures d'artistes de Belgique" Ed. Art in Belgium (p.264) Serge Goyens de Heusch "L'impressionisme et le fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp.59,112,113,115,455) Herman De Vilder-Maurits Wynants « L’Ecole de Tervueren » ASBL Les Amis de l’Ecole de Tervueren 2000 (pp.235-236) Stato di conservazione : ottimo

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Arthur Navez (Anversa 1881-1931)

Arthur Navez (Anversa 1881-1931)

Piccolo scolaro

Olio su tela cm 73 x 99


Certificato di autenticità. Arthur Navez (Anversa 1881-Ixelles 1931) « Piccolo scolaro» olio su tela (cm 73 x 99) (cm 98 x 124 con cornice) Firmato in basso a destra: Navez Pittore di figure, di scene d’interno, di paesaggi e di nature morte, Arthur Navez nacque ad Anversa il 17 marzo 1881. La sua vocazione d’artista emerse in tenera età infatti a soli 11 anni egli superò con successo l’esame di ammissione all’Istituto delle Belle Arti di Anversa. A 19 anni frequentò per un anno l’Accademia di Bruxelles poi si trasferì a Parigi dove fu subito ammesso alla “Ecole des Beaux-Arts” presso l’atelier di Jean Léon Gêrome. Durante il suo soggiorno parigino che durò sette anni, Navez perfezionò il suo stile visitando le gallerie d’arte moderna e il Louvre particolarmente attratto da Fouquet,Clouet, Chardin, Watteau, Rembrandt,Manet,Degas. Debuttò con uno stile realista prossimo alla pittura di Manet e di Degas per evolvere intorno al 1910 verso una resa sintetica collocandosi all’interno del movimento: “Le Fauvisme Brabançon”. Nel 1907 tornò a Bruxelles dove lavorò senza tregua per tutta la sua vita perseguitato dalle difficoltà materiali in quanto era già padre di un bambino e sua moglie soffriva di tubercolosi. Nel 1908, Navez espose al Salon annuale del movimento artistico “Le Sillon” presentando un ritratto di suo figlio pubblicato nel catalogo dell’esposizione. Dal 1917, lo stile del pittore mutò in modo significativo. Influenzato da Cézanne egli si dedicò ad una pittura più strutturale quasi ad arrivare ad un cubismo figurativo. Alle esposizioni del “Cercle Artistique”di Bruxelles del 1923, del 1926 e del 1929 dove l’artista presentò prevalentemente delle nature morte ,egli riscosse un enorme successo. Dopo il 1923, Navez dipinse quasi esclusivamente delle nature morte dalle tonalità sobrie e dalla pennellata estremamente materica. La critica scrisse: “Les natures mortes qu’Arthur Navez nous montre aujourd’hui sont harmonieuses , opulentes et faites de matière consistante et de formes précises, elles portent la marque d’une sensibilité individuelle et bien de notre temps par le choix des sujets et surtout par la qualité de la couleur, par sa fraîcheur et sa subtilité, par les sonorités délicates où tant de sensations s’accordent. Nel 1932, nell’ambito del “Salon du Printemps” di Bruxelles, fu organizzata una sua importante retrospettiva. Charles Vildrac scrisse nella sua monografia: “Pourvu d’un métier admirable et de mieux en mieux adapté à sa nature, à sa vision, il croit encore que tout art s’applique à traduire,à magnifier, à transposer harmonieusement la vie palpitante, sa grâce et sa splendeur.” “En somme, Navez aspire à la Peinture dans ce qu’elle a d’essentiel et de permanent sans aucun souci des contorsions et des maquillages de la mode.” Descrizione: Questo dipinto, reso con una ricchezza di toni e luce incomparabili, risale chiaramente al periodo « Fauve » di Navez (circa 1910) Cogliendo pienamente lo spirito dei Fauvistes Brabançons, che ricercavano nei gesti semplici del nostro quotidiano la gioia di vivere , l’artista rappresenta all’interno di una stanza colma di oggetti familiari , un bimbo intento a fare i compiti. (Dato che in questo periodo il figlio di Navez aveva l’età del bimbo rappresentato e che quest’ultimo assomiglia molto a “Enfant au coq”del 1913, potrebbe trattarsi di un ritratto del proprio figlio.) Ogni elemento ,trattato da protagonista, occupa e definisce lo spazio pittorico con prorompente personalità. La composizione del quadro è sapientemente studiata ed esiste un rapporto intimo tra gli oggetti dipinti che per contrasto o similitudine di forme e colori si richiamano l’un l’altro. Questo calibrato gioco di linee, colori, luce e volumi che va oltre il soggetto raffigurato ha sull’osservatore un potente effetto emotivo. Opere presenti nei seguenti musei : Museo di Anversa, Gand, Ixelles e Liegi. Bibliografia : Charles Vildrac “Arthur Navez” Editions Pierre Tisné Paris 1949. Serge Goyens de Heusch "L'Impressionisme et le Fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp. 331,346,355,406,417,426,433,440) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles » Ed. Art in Belgium (p.217) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (pp. 421-422) Stato di conservazione : buono (Il dipinto è stato rintelato) In fede:

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Medard Maertens (1875-1946)

Medard Maertens (1875-1946)

Ritratto di bimbo

Olio su tela


Certificato di autenticità: Certificato di autenticità: Médard Maertens ( Koolskamp 1875- Bruxelles 1946) “Ritratto del figlio dell’artista” Firmato e Datato in basso a sinistra: Maertens.Méd: 21-7-(19)20 olio su tela (cm 24 x 34 ) Pittore, disegnatore e grafico, di paesaggi, figure ,nudi e scene d’interno. Maertens seguì i corsi di disegno presso le accademie di Tielt e di Roulers poi, durante il servizio militare, presso l’accademia di Anversa. Nel 1899, l’artista si trasferì a Woluwe-Saint-Lambert dove incontrò Jan Cockx, Henri François Ramah, Albert François Mathys e Ferdinand Schirren considerati i pittori più significativi del “Fauvisme Brabançon”. Maertens espose per la prima volta nel 1908, nell’ambito del circolo artistico “Doe stil voort” , presentando delle opere luministe. Lo stesso anno, partecipò al Salon di Gand e in seguito al “Salon des Indépendants” di Parigi. (Il circolo “Doe stil voort” fu fondato dal musicista Paul Gilson e dagli scrittori Paul de Mont ,Willem Gijsels e August Vermeylen per promuovere le arti e le lettere organizzando delle esposizioni. Dal 1910, Maertens evolse verso un “Fauvisme personnel”, dai contorni neri e dai colori vivaci e contrastanti come dimostra il dipinto qui descritto. Nel 1912, entrò a far parte del movimento “Fauvistes Brabançons” (1906-1923). Ispirati da Ensor, Van Gogh e Cézanne, questi artisti proposero una pittura dall’intenso potere espressivo sedotti dalla composizione sintetica e costruttiva, dai colori puri ed inediti e dalla libertà di forma. Maertens partecipò alle esposizioni della “Libre Esthétique”, associazione artistica belga d’avanguardia fondata a Bruxelles nel 1894 da Octave Maus. Il punto di forza di questa associazione era l’internazionalizzazione dell’estetica contemporanea. La partecipazione degli artisti stranieri era così importante che il critico francese Gustave Geffroy scrisse: “Ce n’est pas d’art belge qu’il s’agit mais d’un commencement d’art européen en Belgique, d’un rendez-vous donné dans une grande ville aux différentes formes de pensée qui parcourent le monde civilisé…” Maertens espose inoltre nelle mostre organizzate da “Art Indépendant”, fu membro del movimento “L’effort” e del circolo “Le Sillon” e del “Cercle des XV”. Durante il primo conflitto mondiale, Maertens combatté come volontario sul fronte dell’Yser e nel 1917 conobbe la sua futura moglie, Marthe Guillain, infermiera di guerra e artista “fauve”. Nel 1920, la famiglia Maertens si trasferì a Parigi dove entrò in contatto con i maestri d’avanguardia dell’epoca come Soutine, Valadon, Léger, Vlamynck e il loro studio di Nogent-sur-Marne divenne un punto di riferimento per gli artisti belgi in Francia. Intorno al 1930, egli fece un viaggio in Turchia, poi nel 1932 tornò in Belgio. Descrizione: Il dipinto qui descritto , che risale al 1920, rappresenta il figlio dell’artista che egli ritrasse in altri quadri in braccio alla madre. (cfr.foto in allegato) L’opera che presenta tutte le caratteristiche del periodo “Fauve” del pittore, colpisce l’osservatore per la straordinaria forza espressiva del bimbo. Opere presenti nei seguenti musei: Bruxelles: Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Fondation de l’art belge contemporain; Anversa, Ixelles , Ostenda, Grenoble: Museo delle belle arti: “La pose”. Bibliografia : “L’impressionisme et le fauvisme en Belgique” Musée d’Ixelles 12 octobre-16 décembre 1990 (p.286,287,288,289) Paul Piron « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.107) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (pp. 328-329) Serge Goyens de Heusch "L'impressionisme et le fauvisme en Belgique" Fonds Mercator Albin Michel (pp.302,316,328,332,333,350,351,366,369,382,384,385,397,398,417,422,423,428,429,433) Stato di conservazione: buono

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Fernand Toussaint (1873-1955))

Fernand Toussaint (1873-1955))

Ritratto di giovane donna

Olio su tela cm 72 x 90 ( cm 82 x 100 con cornice)


Certificato di autenticità. Soggetto : «Ritratto di giovane donna » Olio su tela (cm 72 x 90) Firmato : F.Toussaint Fernand Toussaint (Bruxelles 1873-Ixelles 1955) Cresciuto in un ambiente agiato e culturalmente elevato, presto si intuì di dover incoraggiare il talento del giovane artista cosicché a soli 15 anni divenne l’allievo di Jean Portaels presso l’Accademia di Bruxelles. A 18 anni, si trasferì a Parigi dove terminò gli studi e conobbe l’arte di Nicolas Lancret con le sue frivole marchese e di Maurice Quentin Latour con la sua indimenticabile « Madame de Pompadour ». Influenzato da questi maestri abili nell’andare oltre la bellezza della donna per svelarne i suoi segreti, Toussaint si dedicò con passione alla ritrattistica, soggetto nel quale seppe dimostrare il meglio di sè tanto da essere definito da Mario de Monchi : « Le maître incontesté de la grâce et du charme de la femme ». Non solo, il suo splendido ritratto di donna « Printemps » (foto in allegato) gli valse la Medaglia d’oro al Salon des Artistes Français del 1929 e il successo del quadro fu così grande che « L’illustration », la nota rivista parigina dell’epoca, gli consacrò un numero speciale pubblicando l’opera a colori. « Faut-il ranger dans le genre ou le portrait ce « Printemps » de M. Toussaint bien composé, coloré, chaudement peint? La fantaisie dans la tradition flamande ne s’éloigne jamais beaucoup de la réalité. Pas d’autres symboles qu’une figure assise , avec les attributs féminins de la saison nouvelle, la robe légère, les fleurs du chapeau, le châle qu’on rejette des épaules et, dans le regard fixe sur la vie, le secret d’un cœur.” Article de Jacques Baschet: “Le Salon” L’Illustration, 11 mai , 1929, N77 n°4497. Artista dal gusto aristocratico e raffinato, eccelse anche nella raffigurazione di nature morte e paesaggi. Oltre alle rose, le sue preferite, dipinse numerose composizioni floreali dal tocco delicato e sensuale. « Les pois de senteur » (Foto in allegato) Dalle sue passeggiate solitarie immerse nella natura nacquero invece dei paesaggi semplici intrisi di sentimento. Camille Lemonnier , dal 1906, lo collocò con Constant Permeke e Adrien Le Mayeur tra i pittori « qui élargissent les horizons du paysage rustique et familier ». Toussaint, perfetto gentleman, amò e fu amato da Parigi ma fu attratto anche da Londra e dall’Inghilterra, patria di grandi maestri quali Georges Romney , Il Fragonard inglese, Thomas Lawrence, Joshua Reynolds, Thomas Gainsborough che gli svelarono il fascino poetico e sentimentale della donna inglese. Scrissero di lui : « I suoi quadri rappresentano un’epoca nella quale la bellezza e il pudore della donna erano ancora al posto d’onore. Anche i suoi nudi sono pervasi da una grande delicatezza. » Pittore, acquarellista e illustratore , la sua affiche « Le Sillon » fu pubblicata in « Les maîtres de l’affiche » (1895-1900) (Foto in allegato) Fu membro del gruppo : « Le Sillon » . Partecipò alle Esposizioni della « Libre Esthétique ». Medaglia di Terza Classe al Salon des Artistes Français nel 1901. Oggi giorno le opere di Fernand Toussaint sono ricercate dai più importanti collezionisti d’arte europea postimpressionista. Un artista dallo stile inconfondibile e dal talento riconosciuto a livello internazionale tanto da essere soprannominato :« Le Renoir belge ». Opere presenti nei musei di Ixelles , di Saint-Josse-Ten-Noode (Charlier), di Anversa. Descrizione : Il ritratto monumentale di questa giovane donna seduta ad un tavolino è un meraviglioso esempio di come Toussaint non si limita a raffigurare la bellezza femminile ma egli osserva e studia attentamente la sua modella per cercare di coglierne il suo stato d’animo. Quale sentimento celano quel suo sguardo intimorito e quella mano in tensione in una donna che, dall’abbigliamento « bohémien » e dalla ribelle capigliatura, appare così spavalda ? Verso chi rivolge quegli occhi tanto espressivi ? In un ravvicinato primo piano che conferisce al dipinto una maggiore efficacia introspettiva, Toussaint contrappone alla fisicità significativa della donna la sua fragilità interiore, forse una vulnerabilità sociale. In questo modo, incuriosisce e coinvolge l’osservatore costringendolo ad interrogarsi sulla vera natura della giovane. A rafforzare il forte impatto emotivo del ritratto è la tecnica straordinaria di Toussaint che stende in modo generoso i colori vivaci creando dei contrasti chiaroscurali estremamente suggestivi. Bibliografia : E.Bénézit « Dictionnaire des peintres,sculpteurs, dessinateurs et graveurs » Ed.Grund ( Vol 10 :p.251 ) Fernand Toussaint (1873-1956) Patrick et Viviane Berko, Stéphane Rey Collection Berko Norbert Hostyn « Dictionnaire des peintres de fleurs » Ed.Berko (pp.48,49,50,51,371,372,373,374,375 ) « PIRON : Dictionnaire des Artistes Plasticiens de Belgique des XIX et XX siècles »  Ed. Art in Belgium (p.521) Andrée Dessert -Corvol « ARTO : Dictionnaire Biographique Arts Plastiques en Belgique » (p.262,263,264) Stato di conservazione : ottimo In fede:

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Simone Salassa (1863-1930)

Simone Salassa (1863-1930)

Ritratto Girodo Padre

Olio su tela cm 79 x 98


Certificato di autenticità : Autore : Simone Salassa (Montanaro Canavese 1863- Ivrea 1930 « Ritratto Girodo Padre » Olio su tela cm 79 x 98 Il dipinto fu esposto alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, Esposizione LXIX del 1910 ( n°45) e alla Mostra Commemorativa : « Simone Salassa, pittore canavesano (1863-1930) » dal 30 ottobre al 10 novembre 1963 presso il Centro Culturale Olivetti ( Via Cavour 9, Ivrea) Simone Salassa (Montanaro Canavese 1863- Ivrea 1930) Nato a Montanaro Canavese il 12 marzo 1863, morto a Ivrea il 16 ottobre 1930. Di famiglia assai indigente,seguì i corsi serali di disegno delle Scuole Tecniche Operaie San Carlo di Torino e completò la formazione negli studi dei pittori Reffo, Clara e alle lezioni serali dell’Accademia Albertina. Si dedicò al quadro di genere e al paesaggio. Sin dagli esordi alle mostre torinesi dove nel 1898 espose « Sereno in cielo e tempesta nel cuore » e « Momento di ispirazione », egli si presentò come originale e maturo sperimentatore del linguaggio divisionista , in lui caratterizzato da un marcato chiaroscuro e da una pasta cromatica a forti e minuti rilievi così da rendere luministicamente vibranti le superfici dipinte. Nel 1901, espose alla Biennale Veneziana : « Poesia autunnale ». Nel 1906, all’Esposizione di Milano, inviò « Cristo e Satana » e « Mattino dalla vetta di Monbarone » Fu per alcuni anni socio della Promotrice di Torino, e nel 1902 presentò a quella Quadriennale : « Caccia nella palude » e « Mesto idillio » ; nel 1908 « Lago di Sirio presso Ivrea » ; « Il castello di Reppolo » ; « Natura ridente » ; « Ritratto di signora » e sei impressioni. Dedicò gli ultimi anni della sua esistenza, dedita alla pittura e schiva di onori, all’insegnamento dell’arte nel capoluogo del Canavese. Bibliografia: « Simone Salassa : pittore canavesano (1863-1930) » Mostra commemorativa dal 30 ottobre al 10 novembre 1963 Centro Culturale Olivetti Via Cavour 9 Ivrea « Dictionnaire des peintres sculpteurs dessinateurs et graveurs » E.Benezit Vol.9 (p.245) « Dizionario critico e documentario A.M.Comanducci : i pittori italiani dell’800 » Ed. Artisti d’Italia Milano 1934 (p.637) "Il valore dei dipinti dell'ottocento e del primo novecento" Umberto Allemandi & C. Stato di conservazione : buono

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